di Gianluigi De Vito
Gazzetta del Mezzogiorno, 9 marzo 2020
Sabato di guerriglia nel carcere di Salerno, ieri tensione altissima quasi ovunque, soprattutto a Modena dove un detenuto a perso la vita. Ma anche Bari e Foggia non costituiscono eccezione. L'annunciata sospensione o limitazione dei colloqui con i parenti ha già scatenato rivolte.
E si trema per le nostre carceri. La Puglia è la regione col più alto tasso di sovraffollamento carcerario: legna sul fuoco. Nel carcere di Bari, i detenuti sono 460 su una capienza di 299 (tasso di affollamento al +65%).
A Taranto, 600 su 306 (+51 %); a Lecce, 1.105 su 808 (+73%); a Brindisi, 205 su 120 (+58%); a Foggia, 608 su 365 (+60%); a Lucera, 177 su 137 (+77%); a Trani, 363 su 277 (+76%); ad Altamura, 85 su 52 (61 %); a Turi, 149 su 99 (+66%); a Matera, 186 su 132 (+71 %); a Melfi, 206 su 123 (+60%). Solo nel carcere di Potenza e nella sezione femminile di Trani ci sono "posti vuoti".
A questo bisogna aggiungere comunque, per motivi diversi, dagli agenti ai volontari, frequenti le strutture. Un piccolo pianeta è in subbuglio, sotto una ghigliottina che non perdonerebbe perché nel mondo "ristretto" il contagio scoppierebbe veloce e forte come una bomba. È attesa per stamani la direttiva di Giuseppe Martone, provveditore per la Puglia e Basilicata del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Martone, ci sono casi sospetti nelle carceri?
"No, al momento nessuna segnalazione di pazienti positivi. E la situazione nelle sezioni è tranquilla. È ovvio che stiamo in campana. Dovremo sospendere i colloqui sostituendoli con Skype e con telefonate più lunghe. Ovviamente dovrà essere fatta un'opera di informazione in tutta la popolazione detentiva".
Telefonate settimanali da 10 a 20 minuti?
"L'orientamento è questo".
Il problema è la sospensione dei colloqui. Ha già creato insurrezioni. È difficile farla digerire, no?
"Quello che abbiamo già fatto è diminuire l'accesso delle persone in visita e inibirlo ai minori di 12 anni, e garantire il rispetto della distanza".
Le scorte di materiale igienico sanitario sono sufficienti? Amuchina e Lysoform sono un problema: sono banditi per evitare episodi di autolesionismo. E a che punto è il montaggio delle tende pre-triage per gli arrestati prima dell'entrata in cella?
"Stiamo interloquendo con la protezione civile che sta montando le tende in tutte le case circondariali. Stanno per arrivare altre forniture di mascherine e tute".
Ci sono stati trasferimenti da carceri del Nord?
"No, sono stati tutti bloccati. E per i nuovi ingressi, per gli arrestati, appunto, ci sono le tende del pre-triage".
E prima delle tende, come vi siete attrezzati?
"Sono state individuate camere di isolamento. Abbiamo il pre-triage e le camere di isolamento. Non sono un medico, ma reputo che se dovesse entrare una persona che ha i sintomi c'è anche la possibilità di non farlo proprio entrare in carcere e di ospedalizzarlo".
E per gli operatori, quali misure?
"Abbiamo fermato tutte le attività, quella scolastica e quella dei volontari, convegni ed eventi. Ci saremmo dovuti occupare del polo universitario da istituire. Sto messaggiando col Rettore, rinvieremo tutto ad aprile".
Giovedì 12 marzo è prevista la riunione dell'Osservatorio regionale per la sanità penitenziaria. Quali saranno le urgenze da affrontare?
"Faremo il punto".
Ma l'incubo-rivolta rimane, no?
"Sto per diramare una disposizione a tutti i direttori e i comandanti di polizia penitenziaria di fare riunioni con detenuti per una sana comunicazione. Credo che dove non ci sia comunicazione, lì possa scoppiare qualche problema. Ma nella misura in cui si spiega ai detenuti che è per tutela, in una istituzione chiusa dove sarebbe una bomba, non arriveremo alla rivolta. In questo sono cautamente ottimista".










