di Jacopo Storni
Corriere della Sera, 30 settembre 2020
La testimonianza di un giovanissimo spacciatore che ora sta seguendo un percorso terapeutico con lo psichiatra: "Guadagnavo oltre 1.000 euro al mese. Ho annullato questa parte della mia vita per arricchirmi spacciando, e fumando dieci canne al giorno. Poi un giorno allo specchio sono scoppiato a piangere".
Per Francesco era tutto semplice e apparentemente bellissimo: "A 15 anni spacciavo droga e guadagnavo più di mille euro al mese". Non si chiedeva cosa stesse facendo, lo faceva e basta, perché dentro di sé, vedendo tutti quei soldi facili, si sentiva un dio.
Il meccanismo, almeno per lui, era semplice: "A Firenze aspettavo il fattorino che arrivava in motorino e mi buttava quasi senza fermarsi un chilo di hashish e marjuana, poi filava via, era alle dipendenze di un signore albanese che ogni mese faceva arrivare, dalla sua villa in Albania, decine di chili di sostanze stupefacenti".
Era così tutti i mesi e Francesco (nome di fantasia), a soli 15 anni, tra una lezione di scuola e una cena in casa coi genitori, era diventato un pusher di riferimento per molte persone a Firenze. Tutto è iniziato con la prima canna e quella presunta sensazione di ebrezza: "La prima canna l'ho fumata a 14 anni, mi piaceva e volevo fumare di più ma vedevo che i soldi della paghetta familiare non bastavano. Allora mi ingegnai e pensai che, se fossi riuscito a diventare non solo acquirente ma anche venditore, avrei potuto fare un po' di soldi per comprarmi più fumo".
E così è stato, basta uno scambio di telefonate, due messaggi ed ecco il numero di chi conta di più nella gerarchia dello spaccio. "All'inizio cominciai a comprare dieci grammi e guadagnavo 30 euro ogni volta, la vendevo agli amici, poi sempre di più, ho cominciato a comprarne un etto, poi due etti, e poi un chilo. E quando cominci a spacciare così tanto, non vendi più soltanto agli amici, perché la gente ti comincia a cercare, sono gli altri che ti trovano, sono gli altri che hanno il tuo numero e conoscono il tuo volto, come clienti ho avuto anche semplici padri di famiglia che nei giardini, con il figlio e la moglie che giocavano, si avvicinavano per chiedermi le sostanze".
Così Francesco comincia ad arricchirsi e a sentirsi forte: "Il mio scopo era aumentare la droga da vendere per aumentare il guadagno, pensavo soltanto a spacciare e vendere, spacciare e vendere, ogni giorno della mia vita questa era diventata la mia ossessione. Perché? Perché nessun ragazzino adolescente guadagna oltre mille euro al mese, io invece sì, e per questo mi sentivo grande. Ho annullato questa parte della mia vita per arricchirmi spacciando, e fumando dieci canne al giorno, ma adesso, che ho 18 anni, mi sento un coglione".
Adesso Francesco ha smesso di fumare e spacciare. "Un giorno mi sono guardato allo specchio e ho cominciato a piangere a dirotto, avevo realizzato che tutta la mia vita aveva perso valore, avrei potuto fare miliardi di cose, dallo sport allo studio, e invece avevo buttato via alcuni degli anni più belli per un ragazzo".
Così, grazie anche all'aiuto dei genitori, ha cominciato a seguire un percorso terapeutico con lo psichiatra. "Adesso sogno di prendere la patente e trovare un lavoro. Ho mandato tantissimi curriculum e spero che qualcuno mi chiami. Mi va bene tutto, qualsiasi lavoro. E poi ho cominciato ad andare in palestra, pian piano voglio riempire le mie giornate, perché la vita deve essere impegnata seriamente". E agli altri adolescenti che fanno come lui e che fanno uso di droga, sa bene cosa dire: "Smettete subito, la vera vita è un'altra, quella è soltanto un'illusione".










