sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Della Passarelli*

Il Manifesto, 28 luglio 2026

Gli adulti e le adulte al governo stanno dando un pessimo esempio alle nuove generazioni. Invece di impegnarsi ad attuare politiche che costruiscano un paese più sicuro, perché più ricco di conoscenza, di possibilità di dialogo, di concreta possibilità di lavoro e di studio, continuano a inasprire le pene. Per arrivare alla follia di questo decreto “anti maranza”. La soluzione è sempre quella, la più facile. Inaspriamo le pene, e il carcere (e che carcere!) diventa il modo per risolvere tutti i problemi. Servono scuole belle fisicamente e con programmi altrettanto belli ed efficaci; servono luoghi di aggregazione (biblioteche, centri sportivi, teatri, cinema…) spazi aperti e chiusi dove incontrarsi e tenere luci accese costantemente, che questa è la vera sicurezza.

Servono pensieri lungimiranti e immaginazione, serve fatica e studio. Pensate a un ragazzino, una ragazzina tenuto dentro un Istituto di pena, anche per pochi mesi. Limitato di libertà essenziali per lo sviluppo della sua persona, a partire da quella affettiva e relazionale. Che poi, quando esce, ormai decisamente incattivito e disilluso, torna all’esterno e lì gli/le saranno precluse tutte le possibilità di reinserimento. Che volete che faccia?

Madri e padri costituenti sapevano bene di un carcere repressivo e dannoso. Per questo nella costituzione sottolineano il valore rieducativo della pena. Dobbiamo fare in modo di recuperare cittadini e cittadine. Renderli capaci di partecipare alla vita della nostra Repubblica. Certo, è molto più faticoso che chiuderli tutti dentro. Soprattutto se si manca di capacità di progettazione, studio e impegno serio per generare possibilità.

*Fondatrice e direttrice di Sinnos edizioni, presidente Adei