di Ettore Della Valle
avantionline.it, 21 febbraio 2026
Il problema non è quanti magistrati cambiano ruolo ma il fatto che abitino tutti sotto lo stesso tetto. Voglio dirvi perché questo è un pericolo usando la geometria. Immaginate un processo come un triangolo, in alto c’è il vertice, il giudice, quello che deve decidere, sotto alla base ci sono le due parti, l’accusa, Pubblico Ministero e la difesa, il tuo Avvocato. In un Paese civile questo triangolo deve essere equilatero. Significa che il giudice deve essere esattamente alla stessa distanza dall’accusa e dalla difesa. In Italia invece il triangolo è storto.
A scuola ci avrebbero detto è un triangolo scaleno, cioè accusa e giudice sono vicinissimi, stessa carriera, stessi concorsi, stesso organo che li governa, in pratica sono colleghi. La difesa invece è lontana, è l’estraneo. Ma quanto tu entri in un’aula di tribunale, vuoi che l’arbitro sia imparziale, non che sia il compagno di banco del tuo avversario, non è così? E dunque separare le carriere serve a raddrizzare questo triangolo. Serve a dire che chi accusa e chi difende devono avere pari dignità e chi giudica deve stare sopra, distante da entrambi. Insomma, è geometria, non è politica.










