di Renato Franco
Corriere della Sera, 22 gennaio 2026
“La Preside”, serie televisiva liberamente ispirata alla vera storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica diventata simbolo di coraggio e determinazione, con Luisa Ranieri protagonista, va in onda lunedì 19 gennaio alle 21.30, su Rai1. È possibile salvare i ragazzi da un destino di criminalità e analfabetismo attraverso la scuola? Anche quando non vogliono essere salvati? Eugenia crede di sì. Per questo, al suo primo incarico come preside, sceglie l’Istituto Anna Maria Ortese (a Napoli), ovvero l’inferno in terra. Posizionato al centro di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, l’Ortese è tristemente famoso per l’assenteismo degli studenti e la totale mancanza di risorse. Ma quella che ad altri potrebbe sembrare una sfida impossibile, per Eugenia diventa una missione: “Quando le cose sono così brutte, è facile immaginarsele più belle”.
Liberamente ispirata alla vera storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale, “La Preside” vede nei panni della protagonista Luisa Ranieri: “È un progetto a cui tengo tantissimo” spiega l’attrice, “è una storia che abbiamo scoperto con Luca (Zingaretti, il marito, qui anche in veste di produttore con Luca Barbagallo) e ci abbiamo messo molti anni per capire come svilupparla al meglio. Ci siamo ispirati alla figura di Eugenia Carfora per mostrare come la scuola in alcuni territori sia uno degli ultimi presidi civili rimasti e raccontarla significa raccontare il Paese e dare voce a chi fa la propria parte nella quotidianità educativa. Per me lei è un’eroina moderna che si alza la mattina e fa il suo lavoro bene, con amore. È un esempio di forza, dedizione e amore per la scuola”.
La serie è un racconto corale in cui la protagonista si divide tra lavoro e vita privata, come sottolinea la scelta delle location: da un lato la famiglia a Portici, placida e con il suo sfogo sul mare; dall’altra Caivano, piena di ombre, misteriosa e a suo modo affascinante. “Sono proprio i ragazzi il carburante che alimenta la preside nonostante le numerosissime difficoltà” riflette il regista Luca Miniero. “I giovani sono il futuro e ogni minuto perso è un ragazzo in meno sui banchi di scuola. Se lo ripete come un mantra la protagonista, e la sua tenacia e frenesia si esprime attraverso l’ampio utilizzo della macchina a mano, che la segue senza sosta tra le mura di una scuola che con forza e coraggio rimette in sesto giorno dopo giorno, coinvolgendo inevitabilmente anche lo spettatore. Quando la macchina si ferma invece cogliamo le fragilità e le conseguenze emotive di un lavoro estenuante, con sfide che continuano anche tra le mura di casa. La scuola, il cuore pulsante della vicenda, è il segno tangibile e visibile che le cose si possono cambiare: un pezzo alla volta la vediamo trasformarsi da “discarica” a moderno istituto superiore, e così anche i suoi studenti, contagiati dalla voglia di migliorarsi”.










