di Filippo Rubulotta
mitomorrow.it, 15 novembre 2024
La direttrice di CETEC e del Festival A casa di Alda Merini racconta il loro lavoro e la figura della poetessa. Donatella Massimilla è nota per il suo impegno nel teatro sociale e nell’uso di questa forma d’arte come strumento di inclusione sociale e riabilitazione, in particolare nelle carceri. È la fondatrice e direttrice artistica del CETEC (Centro Europeo Teatro e Carcere), che si rivolge a persone con storie difficili come detenute, migranti e donne vittime di violenza. La regista è anche direttrice artistica del Festival A casa di Alda Merini, che prosegue fino al 25 presso lo Spazio Alda Merini, in via Magolfa 30.
Dove nasce l’idea del Festival?
“Il Festival si propone di celebrare la poetessa in maniera multidisciplinare, facendo sentire a casa artisti di età diverse che possono usare più linguaggi”.
Cosa caratterizza il CETEC?
“Il CETEC è sempre stato attento a una ricerca artistica che non esclude nessuno. Per questo il 25 novembre regaleremo a tutte le donne maltrattate del territorio un rossetto che porterà la scritta “Non sono una donna addomesticabile”. Alda Merini metteva il rossetto non solo sulle labbra, ma anche sulle guance dei suoi amici”.
Quanto può essere importante il sostegno delle istituzioni?
“Per la realizzazione del Festival è molto importante il sostegno del Comune di Milano e di Regione Lombardia.
E a livello nazionale?
“Lo scorso anno abbiamo avuto il riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali come piccolo museo, sotto la nostra conduzione da circa due anni e mezzo”.
Alda Merini sulla scia degli haiku giapponesi: un successo a livello internazionale?
“Ci vuole tempo per essere riconosciuti e le poesie di Alda Merini stanno riscontrando successo internazionale soltanto adesso. La profondità dei suoi versi la rendono un punto di riferimento per chi cerca verità e intensità nell’arte e nella poesia. Anche gli aforismi scoperti dai giovani sulla rete sono degli haiku giapponesi di fortissima comunicazione”.
Lo spettacolo dedicato a Franco Basaglia e ad Alda Merini in programma domenica - “La follia è una strada stretta, ci passano solo in pochi”, una delle tante frasi scritte dalla Merini sulla propria vita ispira lo spettacolo Auguro a tutti un briciolo di follia del 17 novembre, alle 20.30 allo Spazio Alda Merini (evento gratuito fino a esaurimento posti). Con queste parole la follia viene paragonata a un sentiero limitato, difficile da percorrere e accessibile soltanto a pochi. Questo sentiero è stretto perché richiede una sensibilità profonda e una visione del mondo che non tutti possiedono. Solo pochi, secondo la poetessa, hanno il coraggio o la capacità di passare attraverso di esso, accedendo così a una dimensione di esperienza umana e interiore che resta preclusa alla maggioranza.











