di Piero Sansonetti
L’Unità, 26 maggio 2026
È innocente Antonio Caridi, accusato di essere mafioso e costretto a scontare un anno e mezzo di prigione. La dichiarazione di Spigarelli e Morace. Il Presidente del Senato, che era Pietro Grasso, ottenne dalla conferenza dei capigruppo che fosse invertito l’ordine dei lavori e che l’autorizzazione all’arresto di Caridi fosse anticipata, in modo da rendere possibile la votazione prima della chiusura estiva del Parlamento. I senatori in 24 ore lessero le 6.000 pagine fornitegli dalla magistratura e votarono con 154 voti contro 110 l’arresto. Il senatore Caridi era in aula. Prese la parola. Si Difese. Protestò la sua innocenza e giurò che l’avrebbe dimostrata, e spiegò come contro di lei non c’era alcun indizio serio. Fra l’altro fu accusato di avere fatto accordi elettorali con la mafia in zone della Calabria dove aveva raccolto poche decine di voti.
Era sconvolto quel giorno, Caridi. Non si capacitava di come i suoi colleghi lo mandassero al macello senza una sola ragione. Non si trattava di concedere un’autorizzazione a procedere, perché il proseguimento del procedimento giudiziario era fuori discussione. Semplicemente i senatori dovevano decidere se mandarlo in prigione o no. I senatori del Pd, della Lega, dei 5 Stelle e della sinistra decisero che era giusto lasciarlo nelle mani di una magistratura decisa a piegare il Palazzo. Fu un tripudio. Si oppose Forza Italia ma il suo voto pesò poco. e si opposero alcuni coraggiosi senatori del Pd. Non ricordo tutti i nomi. Sicuramente si oppose Luigi Manconi, si oppose anche Mario Tronti, il padre dell’operaismo italiano, mi pare che si oppose anche Emma Fattorini. Isolati e anche indicati un po’ al ludibrio, perché considerati complici di caridi e della destra.
Quella sera Caridi salì su un auto, evitando la folla dei cronisti festosi che volevano fotografarlo all’uscita del Senato, e andò direttamente al carcere di Rebibbia. Disperato. Antonio Caridi è stato in prigione per più di un anno e mezzo. Ha scontato la pena che gliera stata comminata dal Senato. Il tribunale del riesame si oppose alla sua scarcerazione, la Cassazione però disse che gli indizi non reggevano, e rimandò la decisione al riesame. Che insistette: in cella. La Cassazione per altri due voti disse che gli indizi non c’erano, e alla fine, dopo 18 mesi di prigione, Caridi fu liberato.
Nel 2021 fu assolto in primo grado con formula piena. Innocente, del tutto innocente. Ieri c’è stato l’appello e la sentenza è stata confermata. Non c’entra niente di niente Caridi con la mafia. E tutta l’inchiesta Gotha è stata fatta a pezzi dai giudici. Anche Paolo Romeo, che era l’imputato principale, e che in primo grado era stato condannato a 25 anni, ieri è stato assolto. L’intero teorema della Procura si è sgretolato. Chissà se oggi quei 154 senatori che 10 anni fa si piegarono al diktat della Procura e alla pressione dei 5 stelle, che erano ancora i 5 Stelle di Grillo, si vergognano almeno un pochino. Hanno mandato in prigione per un anno e mezzo un loro collega innocente, senza un motivo ragionevole. Hanno scritto una pagina bruttissima della storia del Senato.
Gli avvocati di Caridi, Valerio Spigarelli e Carlo Morace: “Esprimiamo la nostra più profonda soddisfazione per la sentenza emessa oggi dalla Corte di Appello di Reggio Calabria. Rigettando l’impugnazione che era stata presentata dalla Procura della Repubblica, la Corte ha nuovamente confermato che le accuse nei confronti di Antonio Caridi, che ne provocarono l’arresto e una lunga detenzione cautelare, sono e sono sempre state del tutto prive di fondamento.
Resta l’amara considerazione che la vita di un parlamentare della Repubblica, prima ancora che dall’ingiustizia degli addebiti mossi nei suoi confronti, e dell’altrettanto ingiusta carcerazione cautelare subita per quasi due anni, a suo tempo venne sacrificata alle divinità del populismo giudiziario dai suoi stessi colleghi parlamentari che, senza avere neppure il tempo materiale di leggere le carte processuali, ne autorizzarono l’arresto. La sentenza odierna, che peraltro scardina definitivamente l’impianto accusatorio alla base del cd processo Gotha, restituisce a Caridi e alla sua famiglia l’onore ingiustamente messo in discussione, ma certo non ne cancella il dolore e la sofferenza umana, né lava la macchia che nella storia parlamentare del Paese questa vicenda ha lasciato”.










