sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Elena Dal Forno

Corriere del Veneto, 23 aprile 2024

E Ostellari: “Usiamo gli stipendi dei lavoratori carcerati per risarcire le vittime”. “Le baby gang sono un fenomeno diffuso che riguarda principalmente i ragazzini di seconda e terza generazione, a dimostrazione che l’integrazione non ha avuto successo. E che l’immigrazione illegale, deve essere contrastata”. Non usa giri di parole il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, intervenuto ieri a Mogliano al convegno per i 25 anni di Fervicredo (Treviso), l’associazione di promozione sociale feriti e vittime della criminalità e del dovere.

Il tema è scottante, non solo a Treviso, ma un po’ in tutte le città italiane. Non si tratta comunque di gruppi criminali allo stesso livello. Alcune gang sono molto più strutturate. Non si tratta di noia o di maleducazione ma di vere e proprie strutture che poco hanno da invidiare a quelle degli adulti. “La maggior di questi ragazzi esprimono semplicemente un forte disagio giovanile - continua il sottosegretario - Non vanno sottovalutati perché creano fenomeni di allarme sociale e insicurezza, ma serve una molteplicità di strumenti complessi”. Negli ultimi due mesi a Treviso e provincia sono almeno cinque gli episodi che hanno costretto le forze dell’ordine a interventi importanti. A marzo quando due minorenni hanno aggredito e rapinato prima a Casale sul Sile e poi a Treviso due coetanei per pochi spiccioli e una sigaretta elettronica, mentre a inizio aprile quando è scoppiata una rissa in vicolo

Rialto dopo che un passante di nome Luca Gobbo era intervenuto a difesa di una donna che li aveva ripresi per le loro bravate sulla bicicletta. Di recente poi è stato segnalato un gruppo di giovani vandali che avrebbe fatto danni lungo la Treviso Ostiglia arrivando a uccidere un riccio e soprattutto un gruppo di giovani che avrebbe dato alle fiamme le ex Filature San Lorenzo a Visnadello e avrebbero poi lanciato dei sassi sulla Pedemontana da un cavalcavia tra Villorba e Spresiano.

Non sorprende quindi che sicurezza e legalità siano i temi centrali sui quali Molteni insiste sul cosiddetto decreto Caivano. “Il pacchetto sicurezza già approvato dal governo - prosegue - dovrà essere a dot t a to nel minor tempo possibile. Poi ci sono tre soluzioni da considerare nel brevissimo periodo. La prima è normativa e deriva proprio dal pacchetto Caivano. Aumenta le misure di prevenzione, oltre a quelle penali. Quindi ammonimento del questore, avviso orale, fogli di via, sono tutti campanelli di allarme per chi li riceve”. Le altre due misure sono quella repressiva attraverso le sanzioni inflitte dalle forze dell’ordine per chi viola le regole “ma non basta - aggiunge Molteni - perché la terza via della prevenzione è quella più importante. Serve formazione, educazione, anche culturale, delle nuove generazioni, valorizzando alcuni istituti. Penso alla scuola, alla famiglia, agli oratori che sono luoghi di formazione necessaria e fondamentale”.

E se per il capo della Polizia Vittorio Pisani, che ha voluto portare la sua vicinanza alle famiglie dei poliziotti mancati in servizio, servono “regole certe”, per il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari si dovrebbe pensare anche a una forma di risarcimento per le vittime dei reati. “Sarebbe bello e utile che una parte dello stipendio dei detenuti che lavorano all’interno delle carceri potesse essere devoluta in favore del fondo, già esistente, per le vittime di reati”. Secondo Ostellari che assicura che il governo sta lavorando a questa ipotesi normativa sarebbe “un bel messaggio”. “Stiamo inoltre ragionando - ha aggiunto - sulla possibilità di rieducazione dei detenuti, convinti che la rieducazione passi attraverso il lavoro che può essere fatto all’interno del carcere”.