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di Angela Barbieri

Il Tempo, 18 gennaio 2024

Nordio: “L’obiettivo è che almeno il 20% sconti la pena nel suo Paese. Rispetto ai posti disponibili ci sono circa 10mila unità in più”. Se teniamo conto che la maggioranza dei detenuti nelle nostre carceri è di origine straniera, se solo noi riuscissimo a far eseguire questa pena al 10 o al 20 per cento dei detenuti”, nel loro Paese, “avremmo risolto il problema del sovraffollamento carcerario, che attualmente, numericamente parlando, eccede di 10.000 unità, circa 50.000 posti disponibili e circa 60.000 detenuti”.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio affronta uno dei problemi principali che riguarda le carceri italiane, ossia il sovraffollamento, e spiega chiaramente quanto sia legato alla presenza di detenuti stranieri. Va da sé che molti di queste persone, probabilmente la maggior parte, non è entrata nel nostro Paese in modo regolare, ma attraverso l’immigrazione clandestina. Secondo i report che il ministero della Giustizia aggiorna periodicamente più della metà dei carcerati stranieri proviene dall’Africa. Il Guardasigilli ha fornito questi dati nel corso del question time che si è svolto ieri nell’aula della Camera.

Nordio, nel corso della sua informativa, ha ribadito il concetto: “Se risolvessimo con un 20 per cento in meno di detenuti stranieri che potessero scontare la pena nel loro Paese, il problema del sovraffollamento carcerario sarebbe eliminato”. Poi ha ricordato “tutto il numero di estradizioni attive e passive che abbiamo fatto, le procedure aperte in relazione agli strumenti di mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie in ambito Ue e lo sforzo che stiamo facendo per l’espiazione della pena nei Paesi di origine da parte di chi ha commesso dei reati in Italia; tutte cose che hanno, ripeto, un impatto, anche in questo caso, economicamente molto importante”. Riguardo al sovraffollamento, i detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare dei penitenziari sono, appunto, circa diecimila, come ha detto Nordio.

Un numero che secondo il Guardasigilli non deve allarmare: “Fatte le statistiche con gli altri Paesi, anche qui ci siamo autoflagellati perché il coefficiente di sovraffollamento delle carceri, che purtroppo è un fardello di dolore che grava su tutti i Paesi, non vede affatto l’Italia nei posti peggiori. Al contrario, non voglio fare qui polemiche ovviamente con altri Stati, ma vi posso assicurare che, anche in questo caso, l’Italia, semmai, sta tra i primi posti per trattamento umanitario dei detenuti”.

Nordio sa bene che “ogni giorno assistiamo a episodi di autolesionismo, o addirittura di suicidio, o a episodi di violenza. Ho fatto il pubblico ministero per quarant’anni e da quando sono entrato in magistratura queste cose le ho viste. Le ho viste in Italia e le ho viste negli altri Paesi. Non possiamo pensare di eliminare questi fenomeni”.

Tornando alla componente straniera nelle carceri, è innegabile che il fenomeno sia correlato anche a quello delle migrazioni, con un numero ragguardevole di questi stranieri che, una volta entrato in Italia, sceglie di delinquere non trovando altre prospettive legali di sostentamento. Su questo fronte, l’inizio di quest’anno va nella stessa direzione della conclusione del 2023, ossia in senso positivo. Si registra, infatti, una riduzione degli sbarchi: 786 migranti arrivati sulle coste italiane dal primo al 17 gennaio. Nello stesso periodo del 2023 erano 4.963, e 3.035 nel 2022.