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di Eleonora Martini

Il Manifesto, 23 marzo 2025

Il suicidio assistito torna in Corte costituzionale, per la quarta volta dal 2019. Mercoledì prossimo, in udienza pubblica, i giudici della Consulta affronteranno di nuovo la questione, sollevata questa volta dal gip di Milano, relativa alla definizione di dipendenza da “trattamenti di sostegno vitale”, uno dei requisiti richiesti al malato terminale affinché possa accedere al suicidio medicalmente assistito, con la sentenza 242/2019 Cappato-Antoniani. Un punto, questo, sul quale la Consulta si era già espressa l’anno scorso ampliando il significato di “sostegno vitale” (ad es. estendendolo anche alla dipendenza da caregivers), e allo stesso tempo lasciando al giudice la prerogativa di decidere caso per caso.

Il procedimento del 26 marzo prossimo prende il via dall’autodenuncia di Marco Cappato dopo aver accompagnato in Svizzera nel 2022 una donna malata terminale di cancro e un uomo affetto da Parkinson. I pm di Milano, Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, avevano chiesto l’archiviazione per Cappato. E la gip Sara Cipolla ha trasmesso gli atti alla Consulta.