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di Barbara Millucci

 

Corriere della Sera, 31 luglio 2018

 

Secondo l'Onu i trasferimenti illegali di minori avvengono prevalentemente in aereo. Da passeggeri è possibile vigilare e indicare casi sospetti.

Cuore blu. È il nome del progetto umanitario volto a combattere il traffico di esseri umani nel mondo, in particolare di bambini. A metterci la faccia come testimonial nella Blue Heart campaign delle Nazioni Unite sono tre celebri attrici: Monica Bellucci, Claudia Cardinale e Mira Sorvino. "Annientare i trafficanti è possibile", sostiene Felipe de La Torre, responsabile dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) in Messico, durante l'ultimo summit Iata (Associazione trasporto aereo) a Sydney dove è stata illustrata l'iniziativa. "Siamo qui per sensibilizzare le compagnie aeree sull'importanza di porre un freno alla tratta di esseri umani". Secondo l'Onu, "il principale veicolo che i trafficanti di esseri umani utilizzano per rapinare donne e bambini sono i collegamenti aerei" si legge in un report. "Il 60% delle vittime che finiscono nel mercato delle tratte di esseri umani viene quindi costretto a oltrepassare le frontiere in volo", aggiunge de La Torre. Secondo un'altra stima, questa volta dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), questo terribile mercato che schiavizza i piccoli e rende impotenti i grandi, coinvolge quasi 25 milioni di persone (il 75% donne e bambini), l'equivalente della popolazione dell'intera Australia. Anche il giro d'affari dei trafficanti di persone ha numeri da capogiro: oltre 150 miliardi di dollari l'anno.

L'appello - Per tentare di arginare il problema l'associazione mondiale delle compagnie aeree ha lanciato la campagna EyesOpen su cosa fare nel caso in cui ci si capisce che un bambino viaggia contro la propria volontà. "Occhi sbarrati dunque, perché chiunque oggi ha la possibilità di aiutare a stoppare il fenomeno, denunciando al personale di bordo eventuali stranezze", prosegue de La Torre. Ognuno può dare il proprio contributo: dal passeggero al personale di terra e denunciare così questi abusi che sono sempre più sotto gli occhi di tutti e su cui però si fa ben poco, visto che rimangono sempre più impuniti. "L'anno scorso, solo il 15% degli Stati del mondo sono stati condannati per non aver prontamente arginato il fenomeno della tratta di esseri umani", si legge in un report Iata. Secondo la legislazione corrente, a differenza del traffico di migranti, la tratta di persone avviene senza il consenso degli individui ed è finalizzata non al trasporto in un altro Stato, ma bensì al loro sfruttamento. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti nel suo report annuale Trafficking in Persons Report, da poco pubblicato, spiega che l'attività criminale legata alla vendita di bambini nel mondo è in crescita, seconda, in termini di redditività, solo allo spaccio di droga. Associare la tratta di esseri umani al finanziamento di organizzazioni terroristiche diventa così inevitabile. Secondo la Henry Jackson Society, l'Isis avrebbe guadagnato dal mercato della tratta di esseri umani tra i 10 e i 30 milioni di dollari. Denaro usato poi per finanziare il terrorismo internazionale. Scrive il Dipartimento di Stato Usa: "I bambini affidati agli istituti, incluse le strutture gestite dal governo, possono essere facili bersagli per i trafficanti". Nel documento si aggiunge che anche nel migliore dei casi, gli istituti non sono in grado di soddisfare il bisogno di sostegno emotivo che un bambino riceve generalmente da familiari o da assistenti in gamba con i quali il bambino solitamente sviluppa un attaccamento. "È proprio negli orfanotrofi o nelle residenze temporanee mal gestite che i trafficanti riescono ad operare impunemente. Orfanotrofi in Nepal, Cambogia e Haiti - secondo quanto si legge - sono spesso complici o direttamente coinvolti nella tratta di esseri umani".

I finti volontari - Nella maggior parte dei casi i trafficanti approfittano dei pochi controlli e, fingendosi volontari, partecipano ai programmi di volontariato a pagamento. Una volta introdotti nelle strutture, per i mercanti di bambini avvicinare i bambini traumatizzati è un gioco da ragazzi. Spesso i trafficanti scelgono e sfruttano i bimbi più vulnerabili e bisognosi di legami affettivi. Portarli con sé dall'altro capo del mondo diventa facilissimo. Sono 22 gli stati del mondo finiti nella black list del traffico internazionale. Tra questi: Russia, Bielorussia, Iran, Turkmenistan, Birmania, Cina, Nord Korea, Syria e Venezuela.