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di Teresa Valiani


redattoresociale.it, 4 settembre 2019

 

Evento speciale della Mostra del Cinema, il docu-film di Fabio Cavalli sarà proiettato giovedì. Il regista: "Occorreva dare tridimensionalità alla Costituzione attraverso i punti di vista dei suoi custodi e interpreti. E fare altrettanto con quel 'sistema della pena' tanto evocato, vilipeso e, fondamentalmente, sconosciuto".

Approda al Festival del Cinema di Venezia, come evento speciale di questa 76ma edizione, "Viaggio in Italia, la Corte costituzionale nelle carceri", il docu-film di Fabio Cavalli prodotto da Rai Cinema e Clipper media. La pellicola racconta un incontro che non ha precedenti nella storia del nostro Paese, quello "tra due mondi apparentemente agli antipodi e diversamente 'chiusi' - sottolinea una nota della Consulta - e si ispira all'omonima iniziativa avviata dalla Corte costituzionale nel 2018" quando sette giudici intrapresero un viaggio all'interno delle carceri italiane incontrando i detenuti di altrettanti istituti.

"Pensando alla realizzazione di un docu-film che racconti l'incontro fra i giudici della Corte costituzionale e le carceri italiane - racconta il regista Fabio Cavalli - mi è tornato in mente il 'Viaggio in Italia' di Guido Piovene: un reportage prima radiofonico per la Rai, poi in volume, sul finire degli anni '50. L'Italia è molto cambiata. Ma c'è una cosa che tiene insieme le generazioni: la Carta Costituzionale. Poco se ne parla, eppure è la legge fondamentale che dà forma alla nazione ed incide sulla vita di ciascuno di noi. Anche sulla vita dei cittadini detenuti. Per questo docu-film ho provato ad assumere il punto di vista di Piovene: andare a scoprire davvero quello che si crede illusoriamente di conoscere. Aprire lo sguardo sugli aspetti della realtà che non stanno in luce, coperti dal bagliore dei rilievi. Trovare l'ombra nel tuttotondo".

La proiezione è prevista per giovedì 5 settembre alle 17.00 nella Sala storica dell'Hotel Excelsior del Lido di Venezia e sarà introdotta dalla presentazione del presidente della Biennale, Paolo Baratta. All'evento saranno presenti, insieme al regista, la vice presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia, e i giudici costituzionali Francesco Viganò e Luca Antonini.

"Storie di viaggi e incontri. Uomini, donne, persone uniche e comuni: i giudici, i carcerati, il personale penitenziario - prosegue Cavalli raccontando il suo film -. Storie di luoghi inaspettati: le carceri, il loro habitat architettonico e il loro contesto antropologico. E storie di paesaggi visivamente potenti, il loro spirito profondo, quello che il tempo disegna, incidendo anche lo spirito del popolo che li abita".

"Ho potuto usare qualsiasi mezzo di ripresa - sottolinea il regista - per disegnare i rilievi del nostro Paese, dal punto di vista delle sue valli più oscure: coi droni abbiamo sorvolato il maestoso Palazzo della Consulta e i cieli sopra le carceri. Genova-Marassi, Napoli-Nisida, Lecce, Terni, Milano San Vittore, Firenze-Sollicciano, Rebibbia. E poi dai cieli siamo scesi giù, nel profondo delle celle e nei loro sotterranei.

Occorreva dare tridimensionalità alla Costituzione della Repubblica Italiana, attraverso i punti di vista dei suoi custodi ed interpreti: i giudici. E fare altrettanto con quel 'sistema della pena' tanto evocato, vilipeso o invocato, e, fondamentalmente, sconosciuto. Da una parte gli uomini e le donne dell'Istituzione, dall'altra gli uomini, le donne e i ragazzini minorenni che l'Istituzione l'hanno violata. Il loro incontro getta un po' di luce fra le ombre.

Un incontro per me emozionante, un'avventura fra storie umane incredibili, dolorose, paradossali, umanissime. Un film sugli sguardi dei giudici e dei detenuti. Fra il prima e il dopo l'incontro c'è una differenza ben visibile negli sguardi. La stessa differenza che spero di leggere negli sguardi degli spettatori all'uscita dalla proiezione".