sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 12 ottobre 2023

In un contesto in cui il dibattito sul sistema giuridico è sempre più acceso, la senatrice Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi- Sinistra ha fatto sentire la sua voce contro qualsiasi tentativo di modificare o abrogare il reato di tortura. La sua dichiarazione è arrivata in risposta all’apertura di una nuova inchiesta da parte della procura della Repubblica di Cuneo. L’indagine coinvolge 23 agenti della Polizia penitenziaria, accusati, tra le altre cose, proprio di tortura, afferma Ilaria Cucchi.

Secondo quanto riportato dalla senatrice, l’indagine della procura riguarda presunti abusi e violenze avvenuti nella Casa circondariale di Cuneo. Questo caso si aggiunge ad altre inchieste e procedimenti in corso, dimostrando l’importanza cruciale del reato di tortura nel sistema legale italiano.

La senatrice Cucchi ha sottolineato che il reato di tortura è fondamentale per punire gli abusi commessi dai pubblici ufficiali. Qualsiasi tentativo di modificarlo o abolirlo sarebbe estremamente grave, rischiando di ostacolare, se non bloccare, i numerosi processi in corso nel paese. La sua affermazione riflette il timore che tali modifiche potrebbero compromettere il corso della giustizia e impedire alle vittime di ottenere il riconoscimento e il risarcimento che meritano.

Il reato di tortura ha origini internazionali, derivando dalla Convenzione di New York del 1984, che impone agli Stati membri di inserire questa fattispecie nei propri ordinamenti giuridici. Inoltre, la Convenzione di Ginevra del 1949, che tutela i prigionieri di guerra, aveva già vietato la tortura.

In Italia, il processo di definizione della legge contro la tortura è iniziato nel 2014, quando un’indagine voluta dalla Camera ha raccolto le opinioni qualificate di sindacati delle forze dell’ordine, avvocati, magistrati e docenti universitari. A luglio del 2017, con il governo Renzi, l’aula della Camera ha approvato in via definitiva il ddl che introduce il reato di tortura nell’ordinamento italiano. I sì sono stati 198 (Pd e Ap), i no 35 (Fi, Cor, Fdi e Lega), gli astenuti 104 (Grillini, Si, Mdp, Scelta civica e Civici e innovatori).

Fratelli d’Italia lo vuole modificare, basandosi sull’argomento che il personale delle forze di polizia, che può legittimamente utilizzare la forza in alcune situazioni, potrebbe vedere le proprie azioni limitate nel caso in cui il reato di tortura rimanga in vigore. Ad esempio, un uso rigoroso della forza durante un arresto o durante operazioni di ordine pubblico delicato potrebbe essere interpretato come tortura. Ma sappiamo, che nella pratica non è così. Lo abbiamo visto in numerosi procedimenti dove gli stessi pm non hanno ravvisato la tortura.