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di Beppe Severgnini

Corriere della Sera, 11 giugno 2022

Gli ultimi episodi ripropongono un problema che non si può risolvere facendo sostanzialmente finta di niente. La destra condanna, la sinistra divaga; la gente s’arrabbia, poi passa oltre. Ecco come l’Italia gestisce l’immigrazione. Stiamo andando velocemente contro il muro, mentre gli autisti - i nostri leader, i partiti che abbiamo votato - litigano sulla velocità del tergicristallo.

Partiamo dalle scene vergognose viste il 2 giugno sul Garda, seguite dalle molestie subite da ragazze minorenni sul treno Verona-Milano. La discussione che ne è seguita - in televisione, sui giornali, sui social - è durata poco ed è stata inutile: lo abbiamo sperimentato anche sul forum “Italians”, che dà il nome a questa rubrica. “Ad aggredire quelle ragazzine sono stati bellimbusti nordafricani pieni di ormoni, sostenuti dal politicamente corretto (...). Pensano di essere i padroni a casa di altri, le donne bianche per loro sono terra di conquista”, scrive un lettore.

Per quanto sgradevole, l’opinione è chiara: la colpa sarebbe dei figli degli immigrati, che le famiglie non sanno educare e la legge non riesce a controllare. Chi pensa che le cose siano più complicate di così ha smesso di impegnarsi in una discussione pubblica: scuote la testa, tace, si preoccupa, auspica (nessuno auspica come un progressista). Alcuni ritengono sia sbagliato indicare la nazionalità dei responsabili: si rischia di alimentare il razzismo.

C’è un problema: la gente ha occhi per vedere, orecchie per ascoltare. Digitate “risse” su Google, poi andate nella sezione “Notizie”: scoprirete che sono diventate un passatempo serale in ogni angolo d’Italia, e i protagonisti sono spesso ragazzi giovanissimi, cresciuti in famiglie immigrate. Se noi dei media taciamo questo, sembriamo complici; e irritiamo lettori, ascoltatori e spettatori. I quali, al momento di votare, si vendicheranno: scegliendo la destra intollerante, com’è successo negli Usa con Trump nel 2016. Diciamo quello che sappiamo, invece; affrontiamo i problemi. Ricordiamo che non esistono etnie condannate alla criminalità, come pensano idioti e razzisti. Esistono invece ambienti che favoriscono comportamenti sbagliati. Su quelli bisogna lavorare. Le sanzioni servono, ma non bastano. Ius soli, ius culturae, ius fatevobis: inventiamo qualcosa, prima che sia tardi.