di Franco Venturini
Corriere della Sera, 26 giugno 2021
Dopo anni di silenzio si è tornati a discutere di immigrazione, e questo è stato un successo italiano. Ma senza affrontare i veri nodi. Nel 2016, quando su richiesta tedesca la Ue approvò un ben pagato accordo con Erdogan per trattenere in territorio turco l'ondata dei rifugiati siriani, qualcuno parlò di scandalo e di immoralità politica. Ma il vero scandalo è oggi.
Non perché al vertice europeo appena concluso l'accordo con Erdogan sia stato rinnovato (tre miliardi di euro fino al 2024), ma piuttosto perché gli sforzi di Mario Draghi non sono bastati a far diventare quello dei migranti un vero tema europeo, e le azioni future, o le sperabili solidarietà tra Paesi riceventi, restano affidate alla volontà dei governi senza ombra di oneri o di regole comuni.
Il che, tradotto, significa che i Paesi di prima linea come l'Italia ma anche altri (si pensi alla Grecia) dovranno in linea di massima cavarsela da soli, salvo stimolare gesti "generosi" da parte di Paesi disposti ad attuare un più che parziale ricollocamento. E non si tratterà di gesti troppo solidali, perché tanto la Germania quanto la Francia saranno in campagna elettorale nei prossimi mesi.
Certo, i Capi della Ue hanno affrontato l'argomento dopo anni di silenzio, e questo è stato un successo italiano. Ma discutere una riforma del protocollo di Dublino (il migrante resta dove arriva, cioè molto spesso da noi) è parsa una bestemmia, tutti sapevano che la questione sta mettendo a dura prova i decisori svedesi e danesi, tutti erano consapevoli che all'Est dei "nostri" migranti non vogliono sentir parlare, a tutti era chiaro che i palliativi tante volte indicati (accordi con i Paesi di origine, rafforzamento della vigilanza ai confini, lotta a tratta e contrabbando, preparazione di rapporti) sono appunto palliativi. Per fortuna aiuti specifici sono stati previsti per Libano e Giordania. E per la Libia si incrociano le dita, in attesa che molti afghani fuggano dal loro Paese abbandonato dalle armate occidentali. L'Europa infila la testa nella sabbia. Questo sì è uno scandalo.










