di Antonello Micali
Il Garantista, 15 febbraio 2015
Già Amnesty International, alcuni mesi fa, aveva chiesto che Mare Nostrum non chiudesse perché convinta che con Triton la situazione sarebbe peggiorata. Era abbastanza intuitivo, come la tragedia di ieri ha peraltro puntualmente dimostrato, che la nuova operazione avrebbe avuto un campo d'azione molto più ristretto, soffermandosi "al mero controllo militare delle frontiere". Ma non c'è solo Amnesty, naturalmente, tra chi nella questione, non solo riesce, ma vuole vedere il re nudo della vergogna che sta sullo sfondo dell'ennesimo disastro umanitario al largo delle nostre coste, dove i morti sarebbero già trecento.
Tra queste "cassandre inascoltate" c'è sicuramente padre Alex Zanotelli, un campione della fede e della solidarietà, ma anche della franchezza; in questo caso dell'indignazione: "Sì, sono indignato, arrabbiato e ho una grande voglia di urlare, così come dovrebbero fare tutte le chiese: ma non solo, sono i governi, almeno quelli che ancora intendono rispettare, oltreché le leggi della solidarietà e dell'amore, quelle contenute dagli stessi trattati internazionali che obbligano a dare soccorso ai profughi che dovrebbero farlo. Ed invece o nicchiano o addirittura perpetrano questo scempio, fregandosene degli esseri umani.
In proposito occorre subito sgombrare il campo su una questione che in molti, soprattutto tra i politici (faglielo capire per esempio a Salvini... che insiste pedantemente sul fatto di aiutarli a casa loro, ndr) sembrano non considerare: e cioè che ormai non si parla più di migranti tout court, ma di profughi che scappano da guerre e carestie, purtroppo tutte certificate.
Le ultime stime dei più importanti organismi internazionali, tra cui l'Onu, ci dicono che il numero dei profughi nel mondo è arrivato a 51 milioni di unità, spaventoso: per questo ci vogliono operazioni come Mare Nostrum, che infatti ha salvato nei mesi scorsi centinaia di vite, non come Triton, nato solo per erigere un muro tra i disperati e la sempre meno solidale Europa. È incredibile che un paese come la Tanzania ospiti un milione di profughi e l'Europa invece fa spending rewiev sulla vita degli essere umani".
Il missionario comboniano, alla luce dell'ennesimo bagno di sangue, è un fiume in piena. Ne ha per tutti, Governo italiano compreso; dall'Europa e le sue politiche capaci di fare fronte comune solo sulla difesa delle frontiere del trattato di Schengen, all'Onu: "L'Onu purtroppo come è noto può far poco, però non lo butto via, ma ora mi aspetto che anche Ban Ki-moon urli tutta la sua indignazione.
Quello che invece non mi sarei aspettato è che un governo del Pd avallasse questa svolta nefasta, senza nemmeno provare a fare nulla per contrastarla: è assurdo che un premier del Pd non riesca a non essere subordinato a certe scelte o al suo stesso ministro dell'interno, uno come Angelino Alfano, poi.... A meno che Renzi non sia in sintonia con chi ha deciso di volgere lo sguardo dall'altra parte. A questo punto si faccia chiarezza".
Padre Alex Zanotelli fa poi un'analisi complessiva sulla drammatica tendenza che la storia recente ci aveva illuso fosse terminata nel 1989 e cui l'Europa ora non rifugge, di costruire muri tra genti e paesi, invece dei ponti auspicati dai valori che portarono all'idea di un continente finalmente unito e solidale dopo la tragedia della seconda guerra mondiale.
"Questa è la prova del nove per l'Europa. In un mondo dove, dopo la caduta di quello di Berlino, si è ricominciato pericolosamente a costruire muri, come tra Messico e Usa, Grecia e Turchia, Israele e Palestina, l'operazione Triton costituisce di fatto anch'essa un muro. In questa fase, su questo approccio in Europa siamo sempre più in "buona" compagnia del resto. Ma se le cose continueranno così, un'Europa già nata male non può che morire, e peggio. Per me Gesù continua a nascere fuori dalle metropoli sfavillanti di luci di Natale, che è diventata la più grande festa mondiale del mercato.
Gesù nasce fuori dai contesti che un certo status quo vorrebbe scevro dalle povertà che spesso produce. Gesù ora nasce fuori, nei luoghi degli ultimi e dei dimenticati, così quali sono gli oltre tremila profughi morti negli ultimi mesi dello scorso anno, tentando di attraversare il Mediterraneo che è ora il Cimiterium nostrum. Triton è una decisione irresponsabile e criminale perché l'Italia così si sottrae al dovere di trarre in salvo persone che si trovino in pericolo di vita. E se non basta dirlo, bisogna cominciare ad urlarlo!"
Parafrasando il combattivo sacerdote, un'Europa così non è nemmeno morta, di fatto non è mai nata, se non per arroccarsi e divenire la fortezza di pochi privilegiati: un posto dove Gesù quindi non avrebbe davvero più voglia di nascere.









