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di Luca Sappino

 

Left, 25 aprile 2015

 

Difendono Triton, ma dicono che l'Europa deve fare di più. Applaudono il santo padre e pensano a risparmiare pochi milioni. Ogni tragedia in mare è un trionfo di retorica, E di contraddizioni. Retorico e contro la retorica, demagogico e contro la demagogia. "Niente demagogia almeno oggi" ha scritto Matteo Renzi poche ore dopo la strage di domenica 19 aprile. "La battaglia di tutti deve essere contro i trafficanti di esseri umani.

Sono i nuovi schiavisti", è il tweet che non tiene conto del fatto che Renzi è al governo, e che Renzi, pur con altri e il prezioso aiuto di Angelino Alfano, porta la responsabilità della chiusura di Mare Nostrum, il programma di recupero in mare avviato dal "lento" Enrico Letta e chiuso nel novembre 2014, in pieno governo Renzi e semestre europeo. Come scrive il giornalista Stefano Liberti, autore del documentario Mare chiuso, Renzi sembra non rendersi conto che i cattivissimi scafisti con Triton ci sguazzano: "Gli scafisti, gli "schiavisti moderni", sono il sottoprodotto della politica di chiusura dell'Unione Europea. Il cui principale obiettivo, ribadito ieri dallo stesso Renzi, è "bloccare le partenze", anziché offrire rifugio a chi ne ha bisogno e diritto". È contro gli scafisti però che Renzi ha promesso mano pesantissima.

E pazienza che lo dicesse, tale e quale, già il 3 ottobre 2013, nei giorni delle 366 bare allineate a Lampedusa. "A chi oggi mi ha detto "Vai a Lampedusa" scriveva profondissimo nella sua consueta e-news, "rispondo dicendo che lì oggi servono le bare non le lacrime del giorno dopo. La vera sfida non è solo piangere oggi, la vera sfida è non dimenticarsene domani.

E allora siamo seri. Bene ha fatto il governo a proclamare il lutto nazionale. Si cancelli la Legge Bossi-Fini sull'immigrazione clandestina. Si assicurino alle patrie galere gli scafisti di morte. Si spieghi ai tecnocrati di Bruxelles che Lampedusa è Europa". Eh. Si cancelli. Si assicurino. Si spieghi. Nel frattempo è stato più di un anno al governo ma la frase la deve ripetere, più o meno uguale. Il disco dev'essersi rotto. "Gli sciacalli tornino a casa: la demagogia non serve, è il tempo della politica", scrive su Facebook.

"Esattamente", verrebbe da dire. Ma dov'è stata la politica? Senza appello è il giudizio di Emma Bonino, una che - ministro degli Esteri - Matteo Renzi ha rottamato insieme a Letta: "L'Europa che ha innalzato il suo "mai più" dopo aver sopportato l'orrore dei forni crematori, finora non ha fatto nulla per impedire l'orrore dei forni liquidi".

Nulla, oltre le parole, si intende. Lo dice anche Romano Prodi: "Piangiamo giustamente quando abbiamo alcuni morti vicino a noi, ma la classe politica commette un errore: si emoziona un attimo e poi non insiste per risolvere la questione nel lungo periodo". Nota, Prodi, come nessuno, neanche per retorica, dica che "se non agiamo per lo sviluppo dei Paesi sub-sahariani e del Corno d'Africa il flusso migratorio è destinato a incrementare" e che - a proposito del blocco navale di Lega e forzisti, e del "non farli partire" di Renzi - "c'è una bomba demografica in piena esplosione, che non possiamo fermare sparando".

"Di grazia" twitta Gad Lerner, che è anche membro dell'assemblea nazionale del Pd, "dopo che avete finito di urlare e sparare agli scafisti in quale modo intendete rispondere al dramma dei profughi?". Urla e sparate, questo è quanto. E non serve scomodare Matteo Salvini e Daniela Santanché (l'ultima: "Tutta questa gente dove trova i soldi per pagare gli scafisti? Io ho un sospetto: molte di queste persone sono pagate perché vogliono farle venire in Italia per conquistarci").

Quelli fanno solo confusione e consentono alla politica che si vuole buona di condannare lo sciacallaggio, come se anche la retorica a cui non segue l'azione non fosse da sciacalli. "Mentre i nostri uomini raccolgono i cadaveri e salvano vite nel Mediterraneo, gli sciacalli speculano in diretta tv", twitta il Pd Lorenzo Guerini, beccando una comparsata del leghista: "Nauseante", precisa. Certo il Giornale della famiglia Berlusconi ha titolato "Settecento morti di buonismo", ma è Sallusti, lo sapete e poi la retorica è sempre stucchevole. Anche quando riprende quella del papa, citato da molti: "Sono uomini e donne come noi, che cercano una vita migliore. La comunità internazionale agisca in fretta".

Una frase buona ma generica, in realtà, se anche Renzi l'ha ripresa, offrendo un assist perfetto a Nichi Vendola: "È paradossale citare il papa e poi non essere coerenti. Il governo abbia il coraggio di sbattere i pugni a Bruxelles, di aprire corridoi umanitari per le salvare persone, e di ripristinare l'operazione Mare Nostrum". "È una gara all'ipocrita retorica" ha detto il senatore 5 stelle Andrea Cioffì: "C'è chi ha pure proposto una giornata per la memoria dei migranti". "Retorica" per Cioffì, "è anche dire, "li dobbiamo fare entrare tutti".

E riprende un post di Grillo che merita la citazione: "Da un po' di tempo" scrive Grillo e non sul Giornale, "chiunque entri in Italia con un barcone è un definito "migrante", ma le parole giuste sono solo "rifugiato" (circa un decimo di chi sbarca) o "clandestino". Migrante non vuol dire nulla. È un eufemismo. Serve ad aumentare i voti ai "buonisti" di sinistra con il culo degli altri, e ai razzisti che alimentano la paura del "diverso".

Retorica batte retorica. Ed meglio tornare a Mare Nostrum, perché è finita che aveva ragione che diceva che l'avremmo rimpianto. Angelino Alfano negherà fino alla morte, e ripete oggi quando disse a novembre 2014: "L'unica differenza sarà che Triton non graverà sui contribuenti italiani". Ma anche Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri dice ormai "Triton non è sufficiente" mentre il 13 novembre 2014 diceva "nel passaggio da Mare nostrum a Triton cambia il nome, ma non l'indirizzo: e il nostro impegno anzi si moltiplica". È il tempo della politica, no? La stessa che avrebbe potuto ascoltare le parole "tecniche" dell'executive director di Frontex, Gil Arias Fernandez, che mise in chiaro da subito che le due missioni non erano equivalenti: "Triton ha, come scopo principale, il controllo della frontiera e non la "ricerca e il soccorso". Non è Mare Nostrum".