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Ansa, 22 febbraio 2015

 

È necessario rivedere il sistema dell'accoglienza, con una robusta riforma di strutture quali i Cara, troppo ampie e dispersive e foriere di tensioni tra gruppi nazionali diversi, a favore di strutture più circoscritte anche con l'uso di beni immobili confiscati, grazie a procedure più fluide e semplificate di riutilizzo, in considerazione dell'urgenza.

Lo afferma Area, il gruppo a cui aderiscono Magistratura democratica e Movimento per la Giustizia - art. 3, in un documento approvato a conclusione di due giorni di un seminario a Catania sul tema dell'immigrazione.

Area, tra l'altro, auspica si possa incidere sulla Giustizia civile, con l'attivo contributo del Csm, con un'organizzazione che tenga conto dei carichi e della complessità delle procedure di riconoscimento della protezione internazionale adottando misure organizzative di potenziamento degli organici amministrativi e giudiziari a ciò adeguate: l'esempio del tribunale civile di Catania, davanti il quale pendono 2.350 procedimenti di protezione internazionale, fortemente legato alla presenza del Cara di Mineo, il più grande d'Europa, è emblematico della necessità di un simile intervento.

Sul piano europeo, auspica Area, va sviluppata l'efficacia del Regolamento "Dublino 3", attraverso il potenziamento dei sistemi di tracciamento familiare al fine di rendere realmente residuale il criterio di radicamento della competenza nel Paese di primo ingresso. Riguardo ai minori stranieri non accompagnati è necessario promuovere da subito un cambiamento e insistere ancora su proposte già avanzate alle istituzioni competenti. Tra queste l'incentivo dell'utilizzo dello strumento già esistente dell'affido etero-familiare, per garantire l'integrazione sociale, con l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati presso famiglie disponibili.