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di Nina Fresia

La Stampa, 16 aprile 2026

Con il ddl immigrazione, la Lega chiede una stretta ai ricongiungimenti familiari ed espulsioni più veloci: “Se un minore straniero commette un crimine deve cessare l’accoglienza”. “Padroni a casa nostra”. È lo slogan con cui la Lega, sotto l’ombrello dei Patrioti europei, scenderà in piazza sabato 18 aprile a Milano. Anche se la manifestazione ha ora assunto anche altre sfumature (su tutte, la richiesta di una pace in Medioriente e caro energia), è da quando è stato annunciato che si prefigura un evento incentrato su sicurezza e contrasto all’immigrazione. Tanto che inizialmente si usava il nome “Remigration Summit” per riferirsi alla piazza leghista. Termine, quello di “remigrazione”, che continua a far storcere il naso al centrosinistra milanese, con il sindaco Beppe Sala a contestare “il lessico” scelto dal Carroccio.

Per Matteo Salvini le accuse di “razzismo, xenofobia e islamofobia” sarebbero solo “isterie della sinistra”. L’idea del segretario della Lega è di una piazza da cui partire per promuovere la linea del partito in ambito immigrazione. In arrivo in Parlamento c’è infatti un disegno di legge sulla materia, bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato lo scorso 10 aprile e già approvato dal Consiglio dei ministri a febbraio. Salvini, presentando durante una conferenza stampa l’evento milanese, ha ricordato che molte proposte della Lega sono incluse nel testo. La prima riguarda la limitazione dell’utilizzo del gratuito patrocinio, cioè la possibilità di avere garantita l’assistenza legale gratuita per le persone non abbienti. “Gli italiani pagano la difesa a migliaia di immigrati irregolari, senza nessun limite o controllo: non sarà più così”, ha commentato Salvini.

È poi prevista una stretta ai ricongiungimenti familiari, limitandola ai parenti di primo grado: “Ospitare chi fugge dalla guerra è doveroso e giusto, ma non possiamo accogliere anche altri cinquanta parenti che arrivano di conseguenza. E che sono poi a carico dei cittadini italiani”, aggiunge il segretario leghista. Se far riunire famiglie diventerà più difficile, a essere semplificate saranno le espulsioni, con “l’introduzione di provvedimenti volti a velocizzarle”. Il testo di legge prevede anche l’introduzione del blocco navale, con l’interdizione delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

Salvini, quando rivendica le posizioni leghiste all’interno ddl, parla anche di violenza tra giovanissimi: “Per i minori stranieri, si prevede la cessazione dell’accoglienza per comportamenti gravi e pericolosi. Io ti ospito, ti mantengo, ti garantisco un futuro. Se commetto un crimine, smetto”. Il fenomeno della violenza minorile è definito da Salvini come “dilagante, tra italiani e tra stranieri”. E, ricordando il recente omicidio di Massa, la colpa per il leader leghista non ricade solo sulle istituzioni: “Bisogna lavorare soprattutto a casa, non solo a scuola. C’è una assoluta mancanza di controllo, educazione e rigore da parte di genitori assenti”.