di Giò Barbera
www.riviera24.it, 27 gennaio 2015
Detenuti che accompagnano i disabili a scuola, detenuti che puliscono strade, cimiteri, alveni dei fiumi e ancora che aprono e chiudono cimiteri e controllano giardini pubblici. Il Comune di Imperia è pronto a stipulare una convenzione con la casa circondariale di via don Abbo Il Santo così come prevede una nuova normativa approvata lo scorso anno.
Sarebbe uno dei primi Comuni della provincia di Imperia a trovare un accordo del genere. Ma non è tutto è pronta anche una seconda convenzione che in realtà è un rinnovo: quello siglato nel 2002 e scaduto nel 2007 con il Tribunale di via XXV Aprile che prevedeva la messa alla prova in lavori di pubblica utilità di persone denunciate per guida in stato di ebbrezza.
Con la legge 381 del 1991, i detenuti o ex detenuti potevano svolgere lavori socialmente utili. Oggi, la legge 67/2014 ha introdotto uno strumento in più per le pubbliche amministrazioni: le persone che hanno commesso determinate tipologie di reato possono chiedere la sospensione del processo con la cosiddetta "messa alla prova", anche attraverso lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità. "È un'opportunità concreta per l'inclusione sociale e dà la possibilità a chi ha sbagliato di non far diventare un errore un danno permanente - spiega il sindaco Carlo Capacci.
Abbiamo predisposto una bozza di convenzione che Comune che prende in carico il soggetto dovrà siglare con il Tribunale e con il carcere". I lavori di pubblica utilità potranno riguardare la tutela del patrimonio culturale, ambientale, la manutenzione del verde pubblico e del patrimonio comunale, l'accompagnamento di anziani e disabili, il supporto alle attività musicali e bibliotecarie, l'accoglienza al pubblico presso gli uffici comunali, le attività connesse alla sicurezza e all'educazione stradale.
C'è anche una mozione, predisposta dal consigliere Oliviero Olivieri del Pd, pronta a sbarcare in consiglio comunale dopodomani che salvo imprevisti sarà ratificata. "In particolare - spiega Olivieri, che di professione fa l'avvocato - sono due i punti contenuti nella mozione. Il primo rispolvera una convenzione che il Comune di Imperia aveva sottoscritto nel 2002 con il Tribunale che è scaduta cinque anni dopo e mai rinnovata. Secondo la convenzione, i cittadini autori di reati lievi, come la guida in stato di ebbrezza, possono richiedere di rivolgersi al Comune e eseguire dei lavori di pubblica utilità per ottenere una sentenza di estinzione del reato. Ma era limitata ad un numero decisamente esiguo di persone: comprendeva una ventina di posti disponibili ed era stata interpretata dagli uffici in modo molto restrittivo. Chi veniva destinato a lavori di pubblica utilità, infatti, veniva mandato a fare lavori di fatica, generalmente veniva destinato ai servizi cimiteriali. Ora, invece, chiediamo di poter utilizzare i soggetti anche in altri settori come ad esempio i servizi sociali. Il controllo - precisa il consigliere - sarà comunque fatto dal giudice che dovrà stabilire se la persona sia o meno adatta a svolgere lavori di pubblica utilità".
C'è poi l'altro capitolo della mozione, ovvero il lavoro che potrà essere svolto dai detenuti del carcere di Imperia. Chi ha subito condanne per reati minori può svolgere lavori socialmente utili. Si tratta di un progetto che prevede percorsi di formazione lavoro rivolti a detenuti ed ex detenuti che riguarda in particolare servizi a tutela della manutenzione del territorio con particolare attenzione alle problematiche ambientali.
Obiettivo non meno importante è quello di valorizzare l'occupazione lavorativa al fine dell'integrazione sociale di ciascun detenuto. "In questo senso - sottolinea Oliviero Olivieri - l'amministrazione comunale può svolgere un ruolo importante di coordinamento". Una convenzione quindi che di fatto sostiene progetti finalizzati al recupero e alla risocializzazione delle persone, che danno la possibilità a chi ha sbagliato di pagare il proprio debito e che allo stesso tempo possono avere un effetto deflattivo sul numero dei procedimenti e quindi contribuire a rendere più efficace l'intero sistema della giustizia.











