di Maurizio Vezzaro
La Stampa, 22 febbraio 2015
Ha tentato di impiccarsi legando un lenzuolo a una sbarra ma per fortuna è stato notato e salvato dal personale del penitenziario di Imperia. F.V., 40 anni, un detenuto di origini campane in carcere a Imperia a scontare una condanna per droga (uscirà in ottobre) è ora ricoverato in osservazione all'ospedale, dove è giunto a bordo di un'ambulanza della Croce rossa. F.V. era in isolamento a causa di un provvedimento disciplinare.
Forse la durezza della punizione ma anche alcuni problemi familiari (non è riuscito a telefonare alla convivente ed era preoccupato) hanno peggiorato il suo malessere fino a spingerlo a tentare di togliersi la vita. Quando i poliziotti di servizio sono intervenuti, il viso dell'uomo stava già assumendo colorazioni cianotiche. In cella è andata poi la squadra del 118 che ha prestato le prime cure. Quando la barella con sopra l'uomo è stata fatta entrare nell'ambulanza, F.V. era cosciente.
Le condizioni all'interno dei penitenziari italiani, nonostante varie riforme e miglioramenti introdotti nel tempo, restano pessime rispetto agli standard europei. Il sovraffollamento, la scarsità di progetti che prevedano il recupero e il reinserimento sociale, la convivenza tra detenuti che spesso, oltre alla lingua, non condividono religione e cultura, sono causa di tensioni e stress che spesso si ripercuotono sulla salute del recluso. Depressione e ansia sono tra le patologie più diffuse.











