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rivieratime.news, 18 settembre 2026

A Imperia, l’USPP ha acceso i riflettori sul trasferimento in istituto di un detenuto tetraplegico con gravi problematiche sanitarie, nonostante la casa circondariale non disponga di assistenza medica continuativa h24 e presenti già una situazione organizzativa fortemente critica. Attualmente sono presenti 76 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 53 posti, con un sovraffollamento che rende ancora più difficile la gestione quotidiana dell’istituto e sottopone il personale di Polizia Penitenziaria a una pressione operativa sempre maggiore. “Le condizioni del detenuto si sono recentemente aggravate, tanto da rendere necessario il ricorso al Pronto Soccorso.

Una circostanza che comporta inevitabilmente l’impiego di personale di Polizia Penitenziaria per accompagnamento, scorta e piantonamento ospedaliero, sottraendo agenti ai già numerosi servizi da garantire all’interno del carcere”, esordisce l’USPP. “La nostra domanda è molto semplice: perché trasferire un detenuto con esigenze sanitarie così complesse in un istituto che non dispone delle condizioni necessarie per gestirlo adeguatamente?”, denuncia Guido Pregnolato, segretario regionale USPP.

“In un carcere che già ospita 76 detenuti rispetto ai 53 posti regolamentari, questa situazione aggiunge ulteriori difficoltà e responsabilità sulle spalle di un personale già in forte sofferenza. Ogni accesso ospedaliero significa infatti distogliere unità dal servizio ordinario, aggravando una carenza di organico già esistente e aumentando il ricorso ai doppi turni e agli straordinari. La Polizia Penitenziaria si trova così a dover sopperire, con il proprio personale, a problematiche che non possono essere ricondotte esclusivamente alla funzione di sicurezza”.

“La Polizia Penitenziaria deve garantire la sicurezza del carcere, non può essere chiamata a colmare le carenze dell’assistenza sanitaria”, continua Pregnolato. “Ogni agente impiegato in un piantonamento ospedaliero è una risorsa in meno per la sicurezza interna, soprattutto in una struttura sovraffollata e già sottoposta a forte pressione operativa”. Ma c’è un altro aspetto che l’USPP intende evidenziare. “È francamente assurdo”, sottolinea il sindacato, “che debba essere un’organizzazione sindacale della Polizia Penitenziaria a porre pubblicamente il problema delle condizioni di salute e dell’assistenza di una persona detenuta.

Dove sono, in questo caso, le associazioni che quotidianamente intervengono sul tema dei diritti dei detenuti? Dove sono quelle forze politiche che si mobilitano ogni volta che si parla di condizioni carcerarie, ma che sembrano ricordarsi della Polizia Penitenziaria e della sicurezza soprattutto quando c’è da puntare il dito contro gli agenti?”. “La tutela della salute e della dignità delle persone detenute non può essere utilizzata soltanto quando serve a costruire una contrapposizione con la Polizia Penitenziaria”.

L’USPP chiede pertanto all’amministrazione penitenziaria di rivalutare urgentemente la collocazione del detenuto e di individuare una struttura realmente idonea alle sue condizioni sanitarie, evitando che una scelta organizzativa inadeguata continui a produrre conseguenze sul personale e sulla sicurezza dell’istituto di Imperia. “Non accetteremo che la Polizia Penitenziaria venga lasciata sola a gestire emergenze che richiedono risposte sanitarie”, conclude.