di Alessandra Boero
La Stampa, 2 febbraio 2025
Saracino: fuori gli agenti durante gli incontri con i famigliari. “I detenuti hanno diritto a colloqui senza controllo visivo. Non lo dico io ma una sentenza della Corte Costituzionale, dello scorso anno. Una sentenza che apre gli spazi anche alla sessualità, se parliamo di coppia consolidata, che può continuare anche attraverso questi incontri a vivere una propria dimensione di coppia e di affettività”. Così Doriano Saracino, Garante dei diritti dei detenuti, a margine di un incontro alla biblioteca civica di Imperia.
“Parliamo di affettività - prosegue Saracino - anche in senso largo perché, sempre la Corte Costituzionale, include anche la genitorialità e un momento di vita familiare in un ambiente che sia più vicino alla realtà”. Secondo Saracino, il detenuto che non vive un incontro con il proprio coniuge, con i propri figli in uno spazio diverso dal parlatorio, dove ci sono anche gli altri detenuti, è un detenuto che probabilmente, quando uscirà dal carcere, non troverà più una famiglia ad attenderlo.
“Questo vale tanto per le donne quanto per gli uomini in carcere. Non dimentichiamo, lo dice sempre la Corte, che vengono condannate a privarsi di questo diritto anche persone innocenti, perché il coniuge che è fuori paga per una cosa che lui non ha commesso, paga l’interruzione di un rapporto con la persona amata”.
Una questione molto delicata, una sentenza inequivocabile che potrebbe comunque portare a delle polemiche. Durante l’incontro si è invece parlato dell’importanza dell’integrazione. “È una sfida, perché la popolazione detenuta è un po’ isolata dalla città. Ad Imperia abbiamo un carcere che è dentro la città, una casa tra le case”. Ma è una casa le cui finestre sono oscurate e bloccate da alcuni pannelli filtranti che impediscono la vista stessa del carcere. “Il carcere deve aprirsi alla città, facendo entrare persone, volontari, accogliendo iniziative per dare modo alla città di prepararsi ad accogliere persone che escono dal carcere”. Per Saracino la retorica del buttiamo via la chiave, non serve “perché prima o poi le persone escono. Se lavoriamo perché trovino un’occupazione, abbiano una formazione professionale quando usciranno alcune saranno pronte, altre magari no. Ma è una sfida. Se non facciano nulla, le cose si ripeteranno e tornerà tutto come prima”.











