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di Maurizio Vezzaro

 

La Stampa, 31 maggio 2019

 

Corsi di pallavolo, calcio e balon nel carcere di Imperia, calcio a cinque con torneo finale nel penitenziario di Sanremo. Si è concluso il percorso educativo che ha visto impegnate nel portare avanti un progetto con fondi regionali (il nome simbolico del progetto era "Ponte"), Uisp, Acli e Arci.

"Un progetto - spiega Lucio Garzia presidente Uisp di Imperia - condiviso in maniera entusiastica dal direttore dei due carceri Francesco Frontirrè, perché finalizzato a far compiere ai detenuti un percorso ispirato a valori quali tolleranza, rispetto, fair play. In tale contesto lo sport e il gioco sono stati utilizzati quali strumenti per accrescere l'autocontrollo, la comunicazione e l'integrazione".

Da parte della popolazione carceraria c'è stata una massiccia adesione. Solo a Sanremo le sessioni dedicate al calcio sono state seguite da 40 persone, impegnate in incontri settimanali tenuti da settembre fino all'aprile scorso. A Imperia a ogni incontro c'erano tra i 12 e i 15 partecipanti. A conclusione di tutto, a Sanremo si è tenuto una sorta di saggio generale con tanto di attestati: si è organizzato un torneo finale di calcio a cinque vinto dalla squadra ospite della Uisp.

Le altre formazioni iscritte sono state formate da detenuti di varie etnie, specchio di quello che è la società all'interno di un penitenziario. Le attività sportive e culturali all'interno delle carceri sono fondamentali nel lavoro di recupero dei detenuti perché contribuiscono a sviluppare gli anticorpi necessari a non ricadere negli stessi errori una volta scontata la pena e col ritorno alla vita normale.