di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 giugno 2025
Garante nazionale dei diritti delle persone private di libertà Mauro Palma: “Senza lo storico legale, il collegio sparisce dai processi per tortura”. Ha assicurato, ininterrottamente dal 2016, la presenza del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà nei procedimenti contro esponenti delle Forze di polizia accusati di maltrattamenti o torture nei luoghi di detenzione o custodia. L’avvocato Michele Passione, che ha permesso all’autorità di costituirsi parte civile in molti processi, era stato nominato da Mauro Palma, presidente del primo collegio indipendente di garanzia di cui l’Italia si era dotata, ma aveva continuato senza alcun problema a rappresentare anche l’istituzione quando a presiederla c’era il defunto Maurizio D’Ettore, ex deputato di Fd’I. Eppure con l’attuale collegio presieduto dal magistrato Riccardo Turrini Vita non riesce proprio a lavorare. Perciò si è dimesso da ogni suo incarico.
“Ho difeso un’istituzione di garanzia che è funzionalmente preposta alla tutela dei diritti dei reclusi, ma non posso continuare a farlo se manca cooperazione e se mi sento a disagio per il modus operandi del collegio”, spiega Passione che, tra le altre cose, è stato tra coloro che hanno elaborato la legge sulla Giustizia riparativa e ha fatto parte degli Stati generali dell’Esecuzione penale convocati dieci anni fa dall’allora Guardasigilli Orlando. Malgrado le dimissioni fossero state trasmesse lunedì scorso, per giorni l’avvocato ha preferito non pubblicizzare la sua decisione. Ma la notizia ha preoccupato gli ex Garanti Mauro Palma, Emilia Rossi e Daniela de Robert secondo i quali, senza lo storico avvocato ora “rischia di restare azzerata la presenza del Garante nazionale nel processo per i fatti di Santa Maria Capua Vetere, San Gimignano, Firenze-Sollicciano, Reggio Emilia, Verona, solo per citarne alcuni”. E le sue dimissioni, scrive l’ex Collegio, possono essere lette come il segno “di una diminuita attenzione agli aspetti di puntuale individuazione e sanzione di comportamenti inaccettabili e offensivi della dignità delle persone ristrette da parte di chi ha istituzionalmente la responsabilità della loro custodia e tutela”.
La decisione è stata ponderata accuratamente nei mesi, riferisce al manifesto l’avvocato Passione che risultava ancora difensore del collegio presieduto da Palma. “Avevo fatto presente al presidente Turrini Vita che senza la delega rinnovata non potevo lavorare ad una serie di processi satellite scaturiti da quelli in corso per i fatti del Santa Maria Capua Vetere, di Verona o di Reggio Emilia. Mi ha assicurato che avrebbero proceduto immediatamente al rinnovo, ma così non è stato”. Senza la nomina conferita in fase di indagini non si può partecipare, per esempio, all’incidente probatorio. “Non ho mai avuto risposta ai tanti report inviati, agli aggiornamenti sulle scadenze e così via”. Peraltro, aggiunge Passione, “lo stesso Turrini si era meravigliato che io non avessi mai avuto neanche il fondo spese per le copie degli atti, motivo per il quale avevo dovuto attingere alla cortesia degli altri difensori”.
Recentemente l’avvocato aveva segnalato che il 20 giugno è stata fissata l’udienza preliminare per i 14 agenti accusati di maltrattamenti nel carcere di Cuneo: “Non ne sapevano nulla e non ho avuto alcuna indicazione”. E ancora: “Avevo chiesto un incontro per chiarire una serie di situazioni processuali secondo me a rischio. La risposta mi è arrivata dagli altri due componenti del collegio che però rimandavano ciascuno a date diverse. Attendevo un’indicazione dal presidente ma non c’è stata. La sensazione è che davvero non ci sia alcun interesse”.
Ma “il vero problema - precisa Passione - credo sia il fatto che il Garante da due anni non relaziona al parlamento sullo stato delle carceri e che, per esempio, non sia ancora andato a visitare il famigerato Cpr in Albania. Perché compito del Garante è verificare con sistematicità lo stato dei luoghi dove legittimamente viene operata una restrizione della libertà personale”.
Le dimissioni di Passione preoccupano Pd, Avs e Azione. “È un’altra grave responsabilità di questo governo”, segnala il senatore dem Verini annunciando un’interrogazione parlamentare: “L’ufficio del Garante - afferma - vive in una sorta di torpore, svolgendo una attività di carattere burocratico, venendo meno, nella sostanza, ad un ruolo incisivo e consono al ruolo del Garante stesso” mentre Ilaria Cucchi (Avs) esorta il ministro Nordio a “riferire subito in Aula”.











