sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Valentina Maglione

Il Sole 24 Ore, 24 febbraio 2025

Non decollano le richieste di rimborso delle spese legali fino a 10.500 euro per chi è imputato in un processo penale e poi viene assolto con sentenza irrevocabile. L’anno scorso, infatti, sono state presentate solo 783 domande per accedere al Fondo dedicato, istituito dalla legge di Bilancio per il 2021(178/2020): di queste, 525 sono state accolte totalmente e 102 parzialmente, per circa 3,6 milioni di euro di rimborsi, appena il 26% dei 13,7 milioni stanziati. La situazione, probabilmente alimentata dal fatto che il Fondo è tuttora poco conosciuto, peggiora se si guarda agli anni precedenti. Nel 2023 sono state infatti presentate 703 domande - di cui 415 accolte in misura completa e 90 parziale - con l’erogazione di 2,8 milioni a fronte dei 15 milioni stanziati.

Mentre nel 2022, quando le risorse ammontavano a 8 milioni di euro, è stato distribuito meno di un milione, per 183 istanze ammesse al rimborso. In tre anni, quindi, sono state solo 1.315 le domande accolte e le somme erogate poco più di 7,4 milioni di euro, un quinto dei 36,7 milioni stanziati. Il numero degli effettivi richiedenti è stato quindi di molto inferiore rispetto alla stima dei potenziali destinatari, viste le risorse stanziate. Il Fondo, introdotto appunto a fine 2020, è stato reso operativo per le sentenze divenute irrevocabili dal 1° gennaio 2021da1 decreto ministeriale del 20 dicembre 2021.

Le norme, in pratica, offrono la possibilità di recuperare le spese sostenute per l’assistenza dell’avvocato nel processo penale fino al limite massimo di 10.500 euro, quando l’imputato è stato assolto (con sentenza irrevocabile) perché il fatto non sussiste, l’imputato non ha commesso il fatto, il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato. Si deve trattare di assoluzione piena, per cui sono esclusi i casi in cui l’imputato è stato assolto da uno o più capi di imputazione, ma è stato condannato per altri reati.

Né il rimborso spetta quando il reato si è estinto per amnistia o per prescrizione o se i fatti di cui la persona è imputata sono stati successivamente depenalizzati. Sono naturalmente esclusi anche i casi in cui l’imputato abbia beneficiato del patrocinio a spese dello Stato. Per ottenere il rimborso occorre inviare la domanda tramite la piattaforma sul sito del ministero della Giustizia. L’istanza deve essere presentata personalmente dall’imputato, con allegati vari documenti, tra cui la copia della sentenza di assoluzione e le fatture del difensore con il parere di congruità dell’Ordine degli avvocati. Le istanze vanno presentate entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui la sentenza è divenuta irrevocabile (ma nel 2024 il termine è stato rinviato al 30 aprile).

Per attribuire le risorse, le norme stabiliscono anche dei criteri di priorità che però finora, visto il basso numero di domande, non sono stati utilizzati. In particolare, si dà rilievo al numero dei gradi di giudizio a cui la persona è stata sottoposta e alla durata del procedimento; in caso di pari condizioni, si dà la preferenza a chi ha il reddito inferiore (per questo alla domanda va allegata anche la documentazione che prova il reddito).

Proprio la procedura - complessa per i privati - contribuisce alla scarsa fortuna del Fondo. Il basso numero delle richieste di rimborso preoccupa Enrico Costa, deputato di Forza Italia e padre delle norme: fu lui a presentare l’emendamento per introdurle nella legge di Bilancio per il 2021. “In origine temevamo che le risorse non fossero sufficienti per tutti coloro che ne avevano diritto - osserva - tanto che sono stati previsti i criteri di priorità. Mi dispiace per le poche istanze perché queste disposizioni sono una prima affermazione del principio della soccombenza dello Stato.

Riteniamo che chi esce assolto da un processo penale debba tornare quello di prima: lo Stato che lo ha chiamato a processo deve rimborsare le spese. Occorre semplificare il percorso per la richiesta e prevedere dei canali per informare i cittadini, coinvolgendo gli avvocati. Perché, se il Fondo non ha successo, in prospettiva è difficile che sia confermato”.