di Francesco Cerisano
Italia Oggi., 14 maggio 2019
Giro di vite sui reati contro le forze dell'ordine. Rischierà il carcere fino a tre anni chi durante una manifestazione si opponga a un pubblico ufficiale utilizzando scudi o altri oggetti di protezione oppure materiali imbrattanti, anche senza commettere violenza, minaccia, resistenza e oltraggio.
Quest'ultime condotte, inoltre, non potranno mai essere considerate di particolare tenuità (e quindi non punibili) se commesse nei confronti di pubblici ufficiali nell'esercizio delle proprie funzioni. E saranno aggravate (al pari del reato di devastazione e saccheggio) se i fatti sono compiuti nel corso di manifestazioni in luogo pubblico.
Per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale la reclusione massima sale da tre a quattro anni. La bozza del decreto sicurezza bis su cui il ministero dell'interno è al lavoro (ma che sembra per il momento destinata a essere messa in stand by in attesa delle elezioni europee) ha fatto parlare di sé nei giorni scorsi per la norma che punirebbe con la multa da 3.500 euro a 5.000 euro a migrante chi salva persone in mare.
Il ministero dell'interno ieri ha smentito che la ratio della norma incriminata (l'art.1 della bozza di decreto legge che modifica il Testo unico sull'immigrazione, dlgs n.286/1998) sia quella di punire con una sanzione pecuniaria chi salva vite umane in mare. Il Viminale ha chiarito che la sanzione colpisce chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali e le istruzioni operative emanate dalle autorità responsabili dell'area in cui ha luogo l'operazione di soccorso, ovvero le indicazioni delle rispettive autorità dello Stato di bandiera.
"Non sono messi in discussione il dovere e la necessità di salvare vite in mare", ha precisato il Viminale. "Le sanzioni sono necessarie anche per contrastare comportamenti che finiscono per alimentare gli affari dei trafficanti di uomini". Oltre alle norme sull'immigrazione, come detto, il provvedimento contiene numerose disposizioni in materia di ordine pubblico, il cui leit motiv è il rafforzamento delle tutele nei confronti delle forze dell'ordine e l'inasprimento delle condotte commesse durante manifestazioni in luogo pubblico.
Per il reato di danneggiamento, ad esempio, viene prevista una forma aggravata (con reclusione da uno a cinque anni invece che da sei mesi a tre anni) se i fatti sono compiuti nel corso di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico. Mentre rischierà fi no a quattro anni di carcere chi nel corso di manifestazioni lanci o utilizzi illegittimamente razzi, bengala, fuochi di artificio, petardi, gas urticanti, bastoni mazze o oggetti contundenti.









