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di Riccardo Noury

Corriere della Sera, 3 agosto 2022

L’Egitto, da alcuni anni stabilmente tra i primi cinque stati per numero di esecuzioni, rischia di scendere un ulteriore gradino in basso nella scala dei diritti umani.

Il tribunale della città di Mansoura ha chiesto al parlamento di emendare la legge in modo che le esecuzioni delle condanne a morte, tramite impiccagione, possano essere trasmesse in diretta tv.

Secondo gli articoli 473 e 475 del codice di procedura penale, le condanne a morte devono essere eseguite all’interno delle prigioni o di un altro luogo ristretto al pubblico, alla presenza di un rappresentante della procura, del direttore della prigione, del medico della prigione o di altro medico delegato dalla prigione e dell’avvocato del condannato a morte.

La richiesta è nata dal processo, conclusosi con la sentenza alla pena capitale, per un fatto sicuramente terribile e che ha sconvolto l’Egitto, anche perché girarono in rete parecchie immagini: l’accoltellamento di Naira Ashraf, una studentessa in procinto di superare gli ultimi esami, avvenuto il 20 giugno.

Secondo il tribunale di Mansoura, mettendo a morte in diretta tv Mohamed Adel (questo è il nome dell’assassino) o almeno “mostrando le prime fasi della procedura, si potrebbe raggiungere l’obiettivo della deterrenza”.

Di parere opposto è Ahmed Shawki Abu Khatwa, docente di diritto penale ed ex preside della Facoltà di Legge dell’Università di Mansoura: “Non credo che trasmettere in televisione l’esecuzione dissuaderà altre persone dal compiere omicidi. Piuttosto, lascerà il pubblico in balia della violenza inducendolo a credere di essere di fronte a una vendetta. Non mi pare sia questo l’obiettivo del tribunale”.

Dello stesso avviso è Hala Mansour, docente di Sociologia all’Università di Benha: “Sì, il crimine è stato feroce e ha scioccato l’Egitto ma non è necessaria una misura estrema come la diretta tv dell’impiccagione. Il pubblico vuole essere rassicurato che un criminale non evaderà la giustizia, non di subire una violenza così estrema”.

Vi sono due precedenti, almeno parziali. Il 21 aprile 1988 la tv egiziana mandò in onda gli ultimi istanti prima dell’esecuzione di tre uomini condannati a morte per l’omicidio di un uomo e dei suoi due figli in un appartamento del Cairo. Il 27 novembre 2019 vennero mandati in onda i primi secondi dell’esecuzione di un uomo condannato per terrorismo.