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di Luca Liverani

L’Osservatore Romano, 27 febbraio 2026

Gli omicidi commessi in Italia da minori non sono in aumento. E anche i numeri della criminalità minorile in generale collocano l’Italia tra i paesi in Europa con i tassi più bassi: quasi la metà della media europea. Eppure, per la prima volta nella storia italiana, gli Istituti di pena per minorenni (Ipm) sono sovraffollati. È un’analisi preoccupata quella che emerge dall’VIII Rapporto dell’associazione Antigone sulla giustizia minorile italiana, presentato nella sede nazionale di “Libera” a Roma e basato sull’elaborazione di dati ufficiali e visite nei diciannove Ipm del Paese. Alla presentazione ha partecipato Antonio Sangermano, capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia.

Per Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, “i dati sono sempre di difficile lettura, tuttavia sembra plasticamente evidente come l’esplosione dei numeri nelle carceri minorili sia dovuta all’esplosione della reazione penale introdotta con le nuove norme. Non, come si dice troppo frettolosamente, a un progressivo aumento della criminalità”.

Cosa dicono i numeri? Il sovraffollamento - piaga del sistema carcerario italiano finora sconosciuta al circuito minorile - comincia nel 2023. Se nel 2022 le carceri minorili ospitavano 381 persone, numero stabile da anni, a fine 2024 arrivano a 587 e nel 2025 a 572 (+ 35 per cento). A crescere del 21 per cento anche gli ingressi nelle Comunità penali; lo stesso nei Centri di prima accoglienza, con un aumento del 34. Per i ricercatori di Antigone la causa principale dell’impennata di minori detenuti, a fronte di un dato stabile nei reati, è il cosiddetto Decreto Caivano del settembre 2023 che, afferma la ricerca, “ha costituito la più grande svolta repressiva sulla giustizia minorile mai effettuata dall’introduzione del codice di procedura penale minorile nel 1988 a oggi”.

L’associazione parla di “narrazione allarmistica e infondata”, visto che gli omicidi tra gli under 18 “non crescono: erano 27 nel 2022, 25 nel 2023, 26 nel 2024. Tra 2014 e 2017 in media 33 l’anno”. Una conferma dai dati Eurostat: “L’Italia è tra i paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi: 362 denunce ogni centomila abitanti, quasi la metà della media europea, 648 nel 2023”. Per Antigone l’approccio legislativo “criminalizza sempre più i minorenni, come nel nuovo pacchetto sicurezza”.

Secondo Antigone, insomma, non c’è un’emergenza di criminalità minorile straniera: i numeri del 2025 dei delitti più gravi, come stalking, violenza sessuale, omicidio, dicono che sono soprattutto adolescenti italiani a commetterli. Per stalking e violenza sessuale sono finiti negli Ipm 41 italiani (il 63 per cento) contro 24 stranieri. E dei 14 autori di omicidio (tutti maschi), 12 sono italiani (86 per cento), solo 2 stranieri. I ragazzi stranieri finiscono in cella soprattutto per reati meno gravi rispetto ai coetanei italiani.

A crescere in modo preoccupante invece è la povertà minorile, humus di devianza, dipendenze, criminalità: “La povertà assoluta - si legge - continua a colpire soprattutto i minori, nel 2024 1.280.000 (il 13,8 per cento dei minori residenti), dato cresciuto moltissimo negli ultimi anni”. Inoltre, “secondo l’Agenzia italiana del farmaco, l’uso di psicofarmaci nella popolazione pediatrica è raddoppiato tra il 2016 e il 2024”.

La risposta al disagio sociale sembra più orientata sulla punizione che sulla prevenzione. Indicativo il capitolo sui minori stranieri non accompagnati: nel 2025 erano 17.011, nel 2023 un picco di 23.226, ma nel 2025 i posti nel Sistema di accoglienza e integrazione erano 41.289, di cui 6646 a disposizione dei minori stranieri non accompagnati. Molto meno del necessario. Dal 2023 infatti ci sono “sempre meno risorse per accogliere i minori stranieri non accompagnati”. La legge di bilancio “ha previsto per il 2026 uno stanziamento di 115 milioni di euro, lo stesso per il 2027 e il 2028, per il fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, quando nel 2016 c’erano 170 milioni”. A rischio, dunque, è la filosofia stessa della giustizia minorile, fiore all’occhiello della cultura penale italiana.