di Luca Monticelli
La Stampa, 30 luglio 2024
Rita Bernardini, Radicale storica e pannelliana “fino al midollo”, ora presidente di Nessuno tocchi Caino, nei mesi scorsi ha fatto 26 giorni di sciopero della fame e anche 30 ore di astinenza dal bere e dal mangiare per far calendarizzare e portare al voto in Parlamento la proposta di legge Giachetti sulla liberazione anticipata speciale. “Attualmente non sono in sciopero della fame, però visti i tempi, se dovessi decidere di riprenderlo purtroppo sarebbe uno sciopero totale della fame e della sete. L’iniziativa nonviolenta di sciopero della sete - sottolinea - è veramente devastante, solo Marco Pannella riusciva a fare quasi una settimana, ma finiva all’ospedale a un passo dalla dialisi”. Bernardini attende la discussione sulla proposta Giachetti, che garantirebbe uno sconto di pena ogni sei mesi dai 45 giorni di oggi a 75 in forma retroattiva partendo dal 2020, e da 45 a 60 giorni per il futuro. “E l’unico modo per decongestionare le carceri”.
Riprenderà lo sciopero totale della fame e della sete?
“Ci sto riflettendo perché in un’iniziativa del genere contano non i giorni che passano, ma le ore e io non ho la possibilità di avere un medico che monitori costantemente il mio stato di salute visto che non sono una ragazzina e ho problemi cardiaci. E poi un’azione nonviolenta non deve mai avere il sapore del ricatto ma quello di un dialogo fermo con gli interlocutori istituzionali. Non mi sembra, al momento, che ci sia molta voglia di dialogare anche se sono in gioco diritti umani fondamentali”.
Cosa ne pensa del decreto carceri di Nordio?
“È perfettamente inutile ai fini di ridurre il sovraffollamento. Le nostre carceri sono fuorilegge, con un sovraffollamento medio del 130%, con punte del 220-230% come a San Vittore. Siamo arrivati a 14.500 presenze in più oltre la capienza e a 60 suicidi dall’inizio dell’anno. E lo Stato a commettere reati nei confronti delle persone detenute e di chi in carcere ci lavora. Questo deve essere chiaro”.
Anche il ministro Nordio ha detto che in carcere ci sono parecchie persone che non ci dovrebbero essere…
“Ma continuano ad esserci, perciò è fondamentale la legge sulla liberazione anticipata che abbiamo condiviso con Giachetti. Peraltro, già adesso i magistrati di sorveglianza riconoscono che i detenuti subiscono un trattamento inumano e degradante. Lo scorso anno in 4.700 si sono visti riconosciuto il diritto di “rimedio risarcitorio”, ovvero ogni 10 giorni di trattamento inumano il detenuto ha diritto a un giorno di liberazione anticipata”.
Gli altri Paesi come intervengono?
“Il Consiglio d’Europa dice che uno Stato deve prepararsi a intervenire quando la popolazione detenuta è al 90% della capienza, noi siamo al 130%. Da noi nessuno si preoccupa, io lo trovo incredibile. In Italia si sconta una pena illegale che nulla ha a che fare con la Costituzione. La strada è facilitare l’accesso alle misure alternative al carcere”.











