di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 23 giugno 2026
Le domande riguardano le condizioni di vita negli istituti penitenziari. Riconosciuti 8 euro al giorno di indennizzo o sconti sulla pena da scontare. Se ora si torna, ma è tema che ha una sua ciclicità, di responsabilità civile dei magistrati o comunque di indennizzi per le parti ingiustamente coinvolte in procedimenti penali, altre forme di risarcimento testimoniano della crisi della nostra giustizia penale. Delle condizioni critiche delle nostre carceri è così un buon termometro anche l’andamento delle richieste di applicazione dei rimedi risarcitori previsti dall’articolo 35-ter dell’ordinamento penitenziario, introdotto a valle dell’ormai proverbiale sentenza Torreggiani con la quale, nel 2013, la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia per le invivibili condizioni in cui troppe persone scontavano la detenzione.
La capienza regolamentare viene calcolata in base al decreto ministeriale Sanità 5 luglio 1975: 9 metri quadrati per il primo detenuto e 5 metri quadrati per ciascuno dei successivi. Nel 2014 è stato introdotto l’Applicativo spazi/detenuti (Asd), uno strumento informatico per monitorare in tempo reale sia il numero dei detenuti presenti in ciascun istituto sia la loro specifica collocazione e lo spazio disponibile per ogni persona. Di qui anche la ricorrente necessità di spostare persone detenute dagli istituti in maggiore criticità. Così, in risposta a un’interrogazione di Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, il ministero della Giustizia fornisce i dati degli ultimi tre anni, che attestano un doppio aumento, sia delle richieste sia degli accoglimenti. In dettaglio, per il 2023, si registrano 9.574 istanze, con 4.731 accoglimenti e 1.143 rigetti; per il 2024, si registrano 11.440 istanze, con 5.837 accoglimenti e 1.829 rigetti; per il 2025, si registrano 11.900 istanze, con 6.539 accoglimenti e 1.704 rigetti.
I rimedi e i reclami - Il rimedio risarcitorio nei confronti dei detenuti che hanno subito trattamenti inumani e degradanti prevede una riduzione della pena: un giorno ogni dieci di pregiudizio subito. Chi ha già scontato la pena o ha sofferto il pregiudizio in custodia cautelare può richiedere un risarcimento civile di 8 euro al giorno. Dal ministero arrivano poi anche i dati dei reclami contro le decisioni della magistratura di sorveglianza: per l’anno 2023, si registrano 949 sopravvenienze, 960 procedure esaurite, 159 accoglimenti e 583 rigetti, oltre a 218 decisioni di inammissibilità o improcedibilità; per l’anno 2024, si registrano 937 sopravvenienze, 1.008 procedure esaurite, 135 accoglimenti, 643 rigetti e 230 decisioni di inammissibilità o improcedibilità; per l’anno 2025, si registrano 810 sopravvenienze, 914 procedure esaurite, 179 accoglimenti, 525 rigetti e 210 decisioni di inammissibilità o improcedibilità.










