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di Luigi Ferrarella

Corriere della Sera, 29 luglio 2022

I Procuratori della Repubblica, rimasti gli unici legittimati a dare rare notizie ma solo a mezzo di comunicati stampa e solo quando ravvisino un rilevante interesse pubblico, cioè fanno un lavoro che non è e non dovrebbe essere il loro.

All’entrata in vigore del giro di vite sulle notizie giudiziarie date dalle autorità, mascherato dal pretesto di attuare la direttiva europea sulla presunzione di innocenza degli indagati, era stata facile profezia prevedere - tra i tanti guasti collaterali al paradossale rinfocolare il “mercato nero” delle notizie nell’opacità del finto proibizionismo - anche un effetto sui Procuratori della Repubblica, rimasti gli unici legittimati a dare rare notizie ma solo a mezzo di comunicati stampa e solo quando ravvisino un rilevante interesse pubblico: l’effetto di non accorgersi di essere gradualmente trascinati (spesso anche dalle comprensibili aspettative di forze dell’ordine e pm) a fare un lavoro che non è e non dovrebbe essere il loro, quello di selezionare quali notizie dare e come darle.

Si può ad esempio dire - come ieri un comunicato della Procura di Milano - che “oggi è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 27 indagati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, traffico di droga ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso”, e che “contestualmente è stata eseguita anche un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti ritenuti autori di estorsione”.

Oppure si può dire - come ricava chi non si fermi al comunicato ma si procuri le 850 pagine di ordinanza nella solita semi-clandestinità - che il pm nell’aprile 2021 aveva chiesto al gip 27 arresti, ma che il Gip li ha respinti tutti, escludendo l’associazione mafiosa per i 10 a cui era contestata, e le esigenze cautelari per tutti i 27 negli altri reati pur ritenuti esistenti ora dopo 15 mesi; e che nel contempo il gip ha invece accolto il supplemento di richiesta del pm l’8 luglio di mettere agli arresti 3 persone (e 1 all’obbligo di firma) per una pesante estorsione. Nessuna delle due versioni è falsa, dipende dai punti di vista. E dal sottile confine tra informazione e marketing.