Il Sole 24 Ore, 16 gennaio 2015
A larghissima maggioranza l'Aula di Strasburgo ha approvato una risoluzione sui marò in cui si chiede, tra i vari punti, il loro rimpatrio e un cambio di giurisdizione. Nella risoluzione approvata dal Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, si "auspica che, alla luce delle posizioni assunte dall'Italia, in quanto Stato membro, in relazione agli eventi collegati all'incidente, la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane e/o a un arbitraggio internazionale".
L'Assemblea di Strasburgo, inoltre, "esprime grande preoccupazione per la detenzione dei fucilieri italiani senza capi d'imputazione", "pone l'accento sul fatto che devono essere rimpatriati" e "sottolinea che i lunghi ritardi e le restrizioni alla libertà di movimento dei fucilieri sono inaccettabili e rappresentano una grave violazione dei loro diritti umani".
Dopo aver espresso "profonda tristezza" e manifestato il proprio "cordoglio per la tragica fine dei due pescatori indiani", il Parlamento europeo "si duole del modo in cui la questione è stata gestita e sostiene gli sforzi esplicati da tutte le parti coinvolte per ricercare con urgenza una soluzione ragionevole e accettabile per tutti, nell'interesse delle famiglie coinvolte, indiane e italiane, e di entrambi i Paesi".
L'Unione europea conta sul fatto che la decisione della Corte suprema indiana di prorogare il permesso di malattia per Massimiliano Latorre "possa segnare l'inizio di un percorso per trovare finalmente una soluzione rapida, definitiva, equa e condivisa al caso di entrambi i militari italiani", ha detto al Parlamento europeo di Strasburgo il capo della diplomazia Ue Federica Mogherini introducendo ieri in tarda serata il dibattito, voluto da alcuni eurodeputati italiani, sui due fucilieri di marina, Latorre e Salvatore Girone.
Girone è tuttora detenuto in India, mentre Latorre è in Italia, dove resterà per altri tre mesi, per i postumi di un intervento al cuore che si è reso necessario dopo l'ictus che lo ha colto in India. I due sono in attesa di essere giudicati in India sull'accusa di avere ucciso due pescatori nel corso di un'operazione antipirateria.
"Questo caso si trascina ormai da tre anni - ha ricordato Mogherini - un lasso di tempo inaccettabile, nel corso del quale i due militari italiani sono stati e sono a tutt'oggi ingiustamente sottoposti a misure restrittive della libertà personale, pur in assenza della formulazione di un capo d'accusa". Mogherini ha poi sottolineato come "casi come questo rischiano di avere importanti ripercussioni sulla lotta globale contro la pirateria, in cui l'Unione europea è da tempo seriamente impegnata. La marineria indiana è stata spesso obiettivo di azioni criminali al largo delle coste della Somalia e grazie all'operazione Atalanta sono stati liberati molti ostaggi". Mogherini ha assicurato di seguire "personalmente con particolare attenzione questo caso e intendo utilizzare ogni opportunità a per continuare a sollevarlo affinché si trovi una soluzione accettabile e definitiva per tutte le parti".
D'Ambrosio Lettieri (Fi): bene risoluzione, ma a parole seguano fatti
"Meglio tardi che mai. La risoluzione approvata dal Parlamento europeo riunito in assemblea plenaria a Strasburgo è certamente una buona notizia. Mi auguro che non restino semplici raccomandazioni e che adesso il governo italiano, caduto l'ultimo alibi, si decida ad agire con maggiore autorevolezza e sostanziali iniziative rispetto al passato. Da tempo sosteniamo che i diritti umani dei nostri due marò siano stati violati, insieme al fatto che la competenza giurisdizionale debba essere attribuita all'Italia o, al massimo, ad un arbitraggio internazionale.
Siamo rimasti inascoltati e il risultato è che a quasi tre anni dall'accaduto, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono detenuti senza che sia stato formulato neanche un capo di imputazione e la restrizione della loro libertà stava per trasformarsi anche in tragedia per le note condizioni di salute di Latorre. Incredibile, ma vero, purtroppo".
Lo dichiara in una nota il senatore di Fi, d'Ambrosio Lettieri. "Incredibile che, come giustamente sosteneva qualche giorno fa Angela del Vecchio, docente di diritto internazionale alla Luiss di Roma, dopo l'evidente indisponibilità delle autorità indiane a trovare una soluzione adeguata e ragionevole al caso dei nostri fucilieri, non si sia fatto ricorso al Tribunale internazionale del diritto del mare per sbloccare la situazione.
Tempo perso, vite distrutte, sia quelle delle famiglie dei due pescatori morti che sino ad oggi comunque non sanno cosa sia successo davvero, sia quelle dei nostri marò, che stanno vivendo, insieme ai loro cari, un incubo chiamato ingiustizia. Ha fatto bene l'Europarlamento a porre l'accento sul fatto che 'i diritti e la sicurezza dei cittadini dell'Ue nei paesi terzi dovrebbero essere salvaguardati dalla rappresentanza diplomatica dell'Unione, che dovrebbe operare attivamente per la difesa dei diritti umani fondamentali dei cittadini dell'Ue detenuti in qualsiasi Paese terzò. Ma adesso basta parole. Seguano i fatti".
India condanna risoluzione europarlamento: inopportuna
Nuova Delhi: caso riguarda giustizia indiana e colloqui in corso. Il governo indiano ritiene che "il parlamento europeo non avrebbe dovuto adottare la risoluzione" approvata ieri, che auspica il passaggio del caso dei due fucilieri della Marina a giurisdizione italiana o internazionale e ricorda che la vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è al momento al vaglio della giustizia indiana, sotto esame da parte della giustizia indiana "ed è oggetto di colloqui tra India e Italia".
La condanna del governo di Nuova Delhi del pronunciamento degli eurodeputati, dopo le prime critiche, già ieri, affidate all'ambasciata indiana a Bruxelles, è arrivata con una dichiarazione ufficiale del portavoce del ministero degli Esteri Syed Akbaruddin, pubblicata dai media indiani. L'esecutivo indiano sottolinea che "la Corte Suprema, nella sua decisione del 14 gennaio, ha concesso una estensione di tre mesi a Massimiliano Latorre per restare in Italia per motivi di salute e che l'altro marò, Salvatore Girone, si trova nell'ambasciata italiana a Nuova Delhi.









