Adnkronos, 25 marzo 2015
La Corte suprema indiana ha disposto la cancellazione della controversa legge contro la pubblicazione di commenti offensivi online che prevedeva fino a tre anni di carcere e sanzioni pecuniarie per chi avesse provocato "disturbo, inconvenienti, pericolo, ostruzione o insulti" con i suoi commenti pubblicati in rete. La massima Corte ha deliberato l'incompatibilità della legge con il diritto costituzionale alla libertà di parola e di espressione.
"Non c'è nesso fra l'ordine pubblico e la discussione o fra il provocare disturbo e disseminare informazioni", ha spiegato il giudice Rohinton Fali, uno dei due giudici che ha firmato il provvedimento, all'agenzia Ians.
Nel 2012 due donne che avevano postato su Facebook commenti negativi sul lutto proclamato nello stato del Mahareshtra dopo la morte del leader della destra hindu Bal Thackerat erano state arrestate sollevando una ondata di polemiche contro la legge. Il ricorso alla Corte suprema era stato presentato dallo studente di legge Shreya Singhal. Da allora, altre persone tuttavia erano state arrestate in ottemperanza alla legge, l'ultimo dei quali uno studente dell'Uttar Pradesh nei giorni scorsi, per commenti negativi su Facebook sul politico locale Azam Khan.










