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Corriere della Sera, 13 marzo 2015

 

Il ricorso italiano ancora all'esame della Corte Suprema che dovrebbe pronunciarsi nel merito a fine marzo. Nuova calendarizzazione davanti ai giudici del massimo tribunale Il tribunale speciale di Nuova Delhi ha rinviato l'udienza dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone "al primo luglio, in attesa di una pronuncia della Corte Suprema che sta esaminando il caso". Il giudice Neena Bansal Krishnam ha rinviato la prossima udienza dopo aver ricevuto informazioni sull'udienza svoltasi martedì nella Cancelleria della stessa Corte, ha fissato la nuova data. La più alta istanza giudiziaria indiana deve ancora esprimersi sul merito del ricorso presentato dai legali dei due marò contro l'utilizzo nelle indagini dell polizia antiterrorismo Nia. Martedì scorso 10 marzo, la cancelleria della Corte suprema ha completato l'istruttoria del ricorso; e la prossima udienza, che esaminerà nel merito il ricorso, potrebbe essere calendarizzata forse già entro la fine di marzo.

Prima di prendere la decisione, il magistrato ha avuto una breve discussione con i legali dei due militari italiani e ha visionato l'ordine di sospensione degli atti processuali emesso dalla tempo fa dalla Corte suprema. Da qui sarebbe maturata la convinzione che il procedimento richiede ancora tempo e che inoltre si dovrà tenere conto di una fase di sospensione dell'attività legata alle ferie giudiziarie, tra il 17 maggio e il 30 giugno.

Un rinvio e un ritardo che indigna Elio Vito di Forza Italia, presidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati. "Marò, nuovo rinvio e nuova udienza fissata al 1 luglio, ma basta. Governo italiano svegliati", ha scritto in un tweet. "Nell'indifferenza generale continuano ad allungarsi i tempi, viene nuovamente rinviata l'udienza che dovrebbe finalmente risolvere la vicenda dei nostri due marò in India. È vergognoso. È un classico esempio di come ormai gli interessi economici prevalgano sulla politica, sui principi, sui valori, sulle leggi".

Lo dichiara in una nota Potito Salatto, vicepresidente nazionale dei Popolari per l'Italia e membro del bureau PPE a Bruxelles.Renzi, Gentiloni, Mogherini, se ci siete battete un colpo in nome della vostra stessa credibilità. Gli italiani lo aspettano da tempo". Il caso dei marò italiani, da tre anni protagonisti di un'odissea giudiziaria di cui non si vede la fine, è solo uno dei milioni in attesa di giustizia dal tortuoso sistema indiano. Secondo dati presentati in Parlamento nel 2013, sono 30 milioni i processi in attesa di giudizio nei vari tribunali indiani.