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di Michele De Feudis

 

Il Tempo, 21 gennaio 2015

 

L'attacco dei pirati precede l'incidente che causò la morte dei pescatori. Lo conferma l'orario della comunicazione del comandante del cargo.

L'attacco dei pirati alla Enrica Lexie, la nave su cui si trovavano in servizio il 15 febbraio 2012 i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è precedente all'incidente che ha causato la morte dei pescatori sulla barca indiana St.Antonhy: è questo il responso che emerge dalla lettura di una mail del comandante della nave italiana anticipata dal settimanale Oggi.

Il comandante del cargo avvisò per posta elettronica di aver subito un attacco dai predoni alle 19.15, e l'orario dimostra l'estraneità dei fucilieri rispetto agli eventi legati all'uccisione dei pescatori. L'armatore del peschereccio S. Antony, infatti, ha sempre dichiarato che gli spari contro i suoi due pescatori si sono registrati alle 21.30. Si tratta di un documento inedito che da un lato evidenzia come siano avvenuti due episodi differenti e senza alcun legame, e dall'altro potrebbe avere una notevole rilevanza giudiziaria per l'innocenza di Latorre e Girone.

Nella mail il comandante del cargo italiano scrive all'armatore Fratelli D'Amato, ma anche alla nave militare Grecale e al marittime Security Centre Horn of Africa e all'United Kingdom Marine Trade operations, e racconta di un incidente con un possibile barchino di pirati. "La mail - scrive Oggi - è stata spedita alle 19.15 (ora dell'India) e fa riferimento a un'aggressione operata da sei persone armate intorno alle 16. L'armatore del peschereccio S. Antony sul quale persero la vita i due pescatori, ha sempre raccontato che gli spari li colpirono alle 21.30 (sempre ora indiana)".

Intanto le autorità governative italiane hanno accolto con misurata prudenza la decisione della Corte Suprema indiana che ieri ha annullato la condanna all'ergastolo ai due italiani detenuti a Varanasi, Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni: la scelta rientra in un orientamento diplomatico volto a non legare direttamente questo esito al caso marò, stante il dialogo tra i governi per addivenire ad una ricomposizione della vicenda.

Nel primo caso, la querelle giudiziaria riguarda privati cittadini accusati dell'omicidio di un compagno, ed è stata dibattuta nei tre gradi della giustizia; nel secondo caso, invece, i protagonisti sono due militari impegnati in una missione internazionale, su mandato del governo italiano. Di certo è un dato positivo che la Corte Suprema abbia contribuito a sciogliere un nodo giudiziario che stava diventando sempre più confuso.

Paola Moschetti Latorre, compagna del fuciliere tarantino Massimiliano (recentemente operato al cuore a Milano), ha scritto via Facebook un messaggio di felicitazioni alla mamma di Tomaso Bruno, appena appresa la notizia del rilascio del figlio: "Ciao Marina, ho appena saputo, sono felice per te e per voi. Un abbraccio e goditi la gioia per cui hai tanto lottato". La Moschetti Latorre e la famiglia Bruno, pur non conoscendosi personalmente, si conoscono da oltre un anno, condividendo le vicissitudini dei propri cari con la giustizia indiana. Massimiliano Latorre, sta proseguendo a Taranto le cure dopo l'ictus che lo ha colpito il 31 agosto scorso; Salvatore Girone, invece, è sempre in servizio presso l'Ambasciata italiana a Nuova Delhi.