sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Federico Negri

Il Secolo XIX, 22 agosto 2022

Federico Negri, di Pozzolo Formigaro (Al), è stato incarcerato per non aver pagato il pedaggio del ponte di confine tra Nepal e Uttar Pradesh.

“A Federico Negri viene contestato l’articolo “14 A” del “Foreigers act”, che costituisce l’ipotesi più grave, dal punto di vista penale”. Così l’avvocato Claudio Falleti, del Foro di Alessandria, che segue passo dopo passo le vicende relative al pozzolese di 28 anni detenuto in India.

La situazione è ancora in stallo e il ragazzo, arrestato a inizio luglio per non aver pagato un pedaggio all’ingresso nel Paese dal Nepal, resta rinchiuso in una cella della città di Sonauli. La preoccupazione è enorme, ma qualcosa si muove: le autorità nazionali indiane hanno concesso la prima autorizzazione per la visita consolare. Adesso, si attende l’ok da parte dello Stato dell’Uttar Pradesh affinché il console D’Andrassi possa incontrare Federico.

Falleti, uno dei massimi esperti di Diritto internazionale, afferma che “siamo ancora nella fase istruttoria, la cui conclusione avverrà solo il 5 ottobre, termine per il quale spero che le autorità straniere si renderanno conto dell’accaduto. Federico è senza precedenti penali, non è pericoloso per la sicurezza nazionale e auspichiamo perciò che il giudice d’appello disponga la liberazione su cauzione”. Dalle informazioni raccolte dal legale della famiglia Negri, risulta fra l’altro che il ponte di confine tra Nepal e Uttar Pradesh sia piuttosto ampio e percorso ogni giorno da migliaia di persone, soprattutto a piedi, come del resto stava facendo Federico il 5 luglio quando fu fermato perché privo di permesso di soggiorno, non avendo pagato il pedaggio di 40 euro.

Al momento, le uniche notizie sulle condizioni di salute di Federico provengono dal collega indiano dell’avvocato Falleti. Questi ha riferito che il pozzolese si trova rinchiuso in una cella, insieme a un numero imprecisato di detenuti.

“Rivolgo un appello anche alla politica - prosegue l’avvocato - che in questo momento di transizione è certamente impegnata in altre cose. Ringrazio i dirigenti e i funzionari del ministero degli Esteri e il console a New Delhi, chiedendo però che anche il ministro Di Maio possa adoperarsi e interessarsi personalmente, chiamando il ministro indiano per evitare che un ragazzo incensurato corra il rischio di scontare una pena dai 2 agli 8 anni di carcere”. “Il tema degli italiani all’estero - dice Falleti - è molto delicato, sentito dalla Farnesina ma poco percepito dalla politica. Sono diversi i casi nel tempo di sparizioni, rapimenti, carcerazioni o reati commessi ai danni di nostri connazionali, molti ancora irrisolti”.