di Daisy Parodi
La Repubblica, 28 gennaio 2015
Una questione burocratica allontana il giorno del rimpatrio dei due giovani liberati in India dopo la condanna per omicidio. Rinviato il rientro di Eli e Tomaso Bruno e Elisabetta Bocompagni (ansa)Ad Albenga lo stanno aspettando da cinque lunghi anni. Gli striscioni con scritto "Tommy è libero" sono appesi un po' ovunque nella città delle torri, e dal 20 gennaio scorso, il giorno della libertà, è solo un conto alla rovescia per riabbracciare un figlio e un amico. Ma per fare festa si dovrà aspettare ancora.
Si allungano, infatti, i tempi sul rientro in Italia di Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni, i due ragazzi, detenuti per cinque anni nel carcere a Varanasi, per una condanna all'ergastolo annullata dalla Corte Suprema indiana. I due ragazzi, che hanno lasciato il carcere sabato, ora, sono ospiti in una casa per studenti, la stessa struttura che ha ospitato i genitori dell'albenganese quando andavano a fare visita al figlio in prigione. Sono momenti d'attesa per le famiglie dei due italiani che non vedono l'ora di rivederli. E in molti nel gruppo Facebook "Tomaso libero" scrivono messaggi di gioia per la scarcerazione degli italiani, postano foto con cartelli con scritto "Tommy è libero".
Ma se in un primo momento sembrava che per Tomaso e Eli il rientro fosse questione di poche ore dopo la sentenza di liberazione, la burocrazia indiana allontana ancora la gioia di fare una grande festa. All'attesa delle ventiquattro ore per la preparazione dei documenti per lasciare il carcere indiano si è aggiunta la visita del presidente americano Barak Obama per la festa della repubblica Indiana di lunedì.
"Fino a questo momento- spiega Euro Bruno, il papà di Tommi - i documenti necessari per il trasferimento da Varanasi a Delhi non sono ancora pronti e quindi escludo che possano tornare in Italia entro giovedì. Quel documento potrebbe arrivare anche via web, ma di fatto i nostri ragazzi ad ora ne sono sprovvisti e questo ritarda anche il loro trasferimento nella capitale". A questo punto il ritorno in patria potrebbe slittare al fine settimana. "Tutto - continua il padre del ragazzo - dipende da quando sarà pronta quella documentazione".











