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9Colonne, 30 gennaio 2015

 

"Il caso dell'esecuzione di 6 persone in Indonesia accusate di reati legati al traffico di stupefacenti è esemplare di come in moltissimi paesi del mondo i reati legati alla droga siano trattati con maggiore severità rispetto agli altri reati".

Lo afferma Maria Stagnitta, presidente di Forum Droghe. "Sono molti gli Stati che prevedono la pena di morte per reati legati alla droga - continua Stagnitta. vedi gli articoli di Grazia Zuffa sulla nostra testata on line Fuoriluogo.it, e solo 5 mesi fa in Arabia Saudita 4 persone sono state giustiziate per traffico di droghe leggere.

La lista di questi paesi è lunga e vede primeggiare nazioni come l'Iran nel quale si annovera uno dei più alti tassi di tossicodipendenti al mondo, dimostrando ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, quanto inutili siano pene di una così grave durezza nell'affrontare un tema delicato come quello legato alle politiche sulle droghe. Ma la pena di morte è solo la punta di un iceberg, ci sono paesi dove anche il solo sospetto di essere tossicodipendenti o il possesso di piccole quantità di droga sono puniti con anni o mesi di carcere o di rieducazione in campi di lavoro, frustate o pesanti discriminazioni".

Sottolinea inoltre che "il fallimento delle politiche repressive è evidente ed innegabile ad ogni livello, tanto da aver spinto l'Onu a convocare una sessione speciale sull'argomento senza aspettare le scadenze naturali. Ungass questa la sigla per la sessione speciale dell'Onu si terrà a New York nel 2016 e in quel consesso ogni paese potrà esprimere la propria posizione sul tema droghe. Aspettiamo che l'Italia definisca la propria con un percorso partecipato da tutte le realtà che operano nel settore".