di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2018
Corte di cassazione - Sezione VI - Sentenza 2 agosto 2018 n. 37589. Non rientra nella concussione ma nell'induzione indebita tentata, la richiesta di denaro da parte del poliziotto, all'esercente del bar per evitare la multa per occupazione di suolo pubblico, se la vittima finge solo di accettare il "ricatto" mentre ha già deciso di denunciare.
La Cassazione, con la sentenza 37589, accoglie il ricorso di funzionario di polizia di Roma capitale, condannato per concussione nei precedenti gradi di giudizio. L'imputato aveva chiesto 1500 euro alla proprietaria di un bar che aveva messo sul marciapiede tavolini e sedie, avvertendola che l'abuso di "ampliamento delle superficie di vendita" era sanzionabile con 3000 euro. Il pubblico ufficiale si era detto disponibile a lasciarla tranquilla, almeno per un anno, se avesse versato nelle sue "tasche" la metà. Alla fine la cifra incassata dal poliziotto in denaro "fac simile" e alla presenza di poliziotti in borghese, era stata di 1310 euro.
La Cassazione accoglie però la tesi della difesa che non di concussione si trattava, ma di tentativo di induzione indebita. E chiarisce perché. La signora avrebbe conseguito comunque un vantaggio illecito nell'accettare il patto, perché la multa la rischiava davvero, sebbene non per ampliamento dell'attività. Ma questo, all'epoca, il pubblico ufficiale non poteva saperlo perché la questione era ancora controversa, anche tra gli addetti ai lavori.
Solo nel 2014 è arrivato un chiarimento con il quale il governo ha precisato che l'occupazione di suolo privato con tavoli e sedie non comporta l'ampliamento dell'attività, ma solo una violazione del codice della strada soggetta a sanzione pecuniaria. In più, rispetto a quanto avviene per la concussione, non c'era stata un'intimidazione di intensità tale da incidere pesantemente sulla libertà di autodeterminazione del destinatario.
Per finire l'indebita induzione era tentata perché la donna aveva solo finto di accettare la proposta, mentre aveva già deciso di chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. La Cassazione precisa, infatti, che certamente il delitto si consuma con la semplice "promessa" di denaro o altre utilità, ma questa deve essere valida ed effettiva e non "simulata" come avvenuto nel caso esaminato.









