di Andrea Capocci
Il Manifesto, 25 settembre 2026
Oggi sit-in a Roma e Firenze contro le sanzioni di Washington che hanno soffocato il collettivo. La chiusura del collettivo Autistici/Inventati dopo le sanzioni statunitensi non ha segnato la fine della battaglia a loro difesa. Oggi pomeriggio si scenderà in piazza a Roma e Firenze contro i provvedimenti di Washington che hanno soffocato a distanza il collettivo. Dopo la “designazione speciale come terroristi globali” e l’emanazione dei provvedimenti, Autistici/Inventati si è trovato privo di risorse materiali - con le donazioni congelate da Banca Etica per timore di sanzioni secondarie - e soprattutto senza copertura politica. Dal governo non è arrivato infatti alcun sostegno a un’associazione italiana colpita da uno stato estero senza che su di essa pesasse alcuna denuncia penale. Persino per la Sumud Flotilla il governo sovranista non aveva potuto girarsi dall’altra parte, e aveva dovuto almeno promettere una tutela marittima (poi mai arrivata). Stavolta neanche quello.
Chi scende in piazza oggi chiede alle istituzioni diplomatiche, politiche e finanziarie se davvero ogni garanzia è saltata. A Firenze il sit-in si svolgerà al consolato statunitense, simbolo della rottura della legalità internazionale. A Roma, previa trattativa con la questura, alla fine la scelta è caduta sulla classica e centrale piazza Santi Apostoli, che si trova a due passi dalla sede di rappresentanza della Commissione Europea di Palazzo Campanari. L’Europa, insieme al governo Meloni, è l’altro convitato di pietra nella guerra mossa da Washington contro Autistici/Inventati. Non saranno solo sit-in. “Performance, rappresentazioni e giochi di piazza metteranno in scena i nodi principali della vicenda” racconta al manifesto Graffio, membro dello storico collettivo AvANa (sigla di “Avvisi Ai Naviganti”, attivisti sulla rete sin dall’epoca delle Bbs) e uno degli organizzatori della manifestazione romana. “Si proverà a spiegare così questioni apparentemente tecniche ma cariche di significato politico, vista l’evoluzione odierna della rete”. Ci sarà spazio anche per una discussione collettiva su cosa accadrà dopo i primi venticinque anni di Autistici/Inventati, quell’”invito a lanciare 10, 100, 1000 server autogestiti” che il collettivo ha affidato alla rete prima di sparire. Più facile a dirsi che a farsi, ma le competenze e l’interesse ci sono a giudicare dalle partecipatissime assemblee e incontri che hanno preceduto il presidio.
Si muove anche la politica di palazzo, sia pure solo sul lato dell’opposizione. Alleanza Verdi Sinistra ha depositato un’interrogazione parlamentare a firma di Elisabetta Piccolotti sulle azioni che il governo (non) intraprenderà in sede nazionale ed europea “per garantire la piena sovranità, nazionale ed europea, dei servizi digitali, bancari e relativi ai sistemi di pagamento digitali” e “siano rese inoffensive le sanzioni secondarie”.
Poi c’è il piano continentale, forse persino più pertinente. Lo spiegano le deputate europee Ilaria Salis e Benedetta Scuderi (Avs), che hanno presentato un’interrogazione a Bruxelles. “Abbiamo chiesto alla Commissione - spiegano le parlamentari - come intende tutelare chi viene colpito da sanzioni finanziarie di soggetti terzi, come garantirà che i servizi di comunicazione digitale gestiti legalmente nell’Ue rimangano disciplinati dal diritto dell’Unione e tutelati dalle sanzioni esterne”. L’Europa qualche arma legislativa l’avrebbe pure. Molti esperti del settore guardano al “Regolamento di blocco”, una norma introdotta dall’Unione Europea nel 1996 per proteggere enti e cittadini europei da misure punitive extra-territoriali. Neutralizza l’effetto di decisioni straniere e prevede indennizzi per chi ne sia oggetto, nel caso in cui svolgano attività ritenute legittime dall’Unione ma sanzionate da stati stranieri.
“È una norma risalente al 1996 ed è efficace contro gli effetti in Europa delle decisioni statunitensi contro Cuba e Iran” spiega Pietro Gianelli, avvocato che difende Autistici/Inventati e la relatrice Onu Francesca Albanese finita nello stesso ingranaggio per aver documentato le responsabilità dei massacri a Gaza. “Si potrebbe estenderne l’applicazione anche ai casi di oggi”. Da tempo si parla di un allargamento, se fosse arrivato in tempo forse la vicenda avrebbe preso un’altra piega. Lo chiedono anche 30 associazioni olandesi che hanno rivolto un appello in questa direzione al loro governo. D’altronde Autistici/Inventati non è l’unica vittima e potrebbe non essere l’ultima da questa parte dell’Atlantico. Nei Paesi Bassi lo sanno bene perché anche i magistrati della Corte Penale Internazionale che ha sede all’Aia sono finiti nella lista nera di Washington.









