di Valter Vecellio
lindro.it, 16 giugno 2022
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha reso definitiva l’ennesima condanna contro lo Stato Italiano, colpevole di aver trattenuto illecitamente in carcere per più di due anni un cittadino italiano con problemi psichici.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha reso definitiva l’ennesima condanna contro lo Stato Italiano: colpevole di aver trattenuto illecitamente in carcere per più di due anni un cittadino italiano con problemi psichici. Aldo Di Giacomo, va al di là della “notizia” specifica: “La condanna della CEDU è per violazione dell’articolo 3 della Convenzione che vieta trattamenti inumani e degradanti. Questo accade mentre sono 750, secondo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, i detenuti in lista d’attesa per fare ingresso in una della trentina di Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza,) ma molti di più quanti hanno problemi psichici”.
Il tempo medio di attesa è di 304 giorni; ma in alcune regioni (Sicilia, Puglia, Calabria, Campania, Lazio) l’attesa arriva fino a 458 giorni. Le regioni con più detenuti in attesa sono la Sicilia (circa 140 detenuti), la Calabria (circa 120), e la Campania (un centinaio). La percentuale più alta dei detenuti con disturbi psichiatrici soffre di nevrosi; il 30% di malattie psichiatriche collegate all’abuso di droghe e di alcool; il 15% di psicosi.
La Corte Costituzionale (sentenza 22 del 27 gennaio scorso) dichiara inammissibili le questioni di legittimità sollevate: accoglierle avrebbe creato un intollerabile vuoto di tutela; però esorta il legislatore a intervenire con una riforma organica del sistema. “I problemi”, dice ancora Di Giacomo, “si sono dunque aggravati per responsabilità di politica e Parlamento che periodicamente annunciano impegni di riforma per poi disattenderli e rinviarli ad altri. Il risultato è che il personale penitenziario è lasciato solo a fronteggiare questa situazione e troppo spesso diventa oggetto su cui scaricare tensioni e malessere attraverso aggressioni. Inoltre, gli episodi di autolesionismo di detenuti con difficoltà psichiatriche sono circa dieci ogni giorno, quattro sono le aggressioni che quotidianamente i poliziotti penitenziari subiscono da detenuti con problemi psichiatrici e due in media sono i tentativi di suicidio che la polizia penitenziaria riesce ad evitare. È tempo che Ministero Grazia e Giustizia e Ministero alla Salute se ne occupino seriamente non delegando alla Cedu di occuparsene”.










