di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 5 novembre 2026
Il ministero della Giustizia fornisce i dati definitivi relativi a tutto il 2025. Lieve aumento (+3,6%) delle domande presentate, 28,6 milioni di euro liquidati. In aumento, seppure lieve, le richieste di riparazione per ingiusta detenzione. Con un tasso di accoglimento di poco superiore al 40% e un aumento degli importi liquidati dallo Stato. Il ministero della Giustizia, in risposta a un’interrogazione del capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa, fornisce in commissione Giustizia i dati definitivi, per la prima volta relativi a tutto il 2025. Tema incandescente nella campagna referendaria e che tuttavia resta di evidente attualità in un contesto caratterizzato dall’eterna emergenza delle condizioni della carcerazione.
Le nuove iscrizioni - Così, più nel dettaglio, le Corti d’appello hanno iscritto complessivamente 1.196 richieste di riparazione per ingiusta detenzione rispetto alle 1.154 del 2024 con un incremento del 3,6%. Dei procedimenti definiti, 647 pari al 42,9% si sono conclusi con l’accoglimento della domanda; 771 pari al 51,1% si sono conclusi con il rigetto; 91, pari al 6% sono stati definiti in altro modo (per esempio, per inammissibilità o incompetenza territoriale). Le ordinanze di accoglimento diventate irrevocabili nel corso dell’anno sono state 576 a fronte delle 507 del 2024 e delle 465 del 2023.
Gli errori giudiziari - Il ministero fornisce, anche se eccentrici rispetto alla canonica Relazione su misure cautelari e ingiusta detenzione, i dati sulle riparazioni per errori giudiziari: nel 2025 sono state iscritte 13 nuove domande e definiti 14 procedimenti; sette si sono conclusi con l’accoglimento della domanda, rispetto alle tre del 2024 e alle sei del 2023. Sei si sono conclusi con il rigetto rispetto alle 11 del 2024 e alle quattro del 2023.
Le cifre pagate - Quanto agli importi liquidati, nel 2025 la cifra si è attestata a quota 28.677.633 euro con un importo medio per ordinanza di 44.255 euro. Cifra in leggero aumento rispetto ai poco meno di 27 milioni liquidati nel 2024 e che comunque il ministero non ritiene allarmante visto che considera la “somma sostanzialmente in linea con la spesa del triennio precedente confermativa del netto calo già registrato nelle annualità precedenti”. In realtà anche l’anno scorso le Corti d’appello che hanno fatto registrare i maggiori esborsi sono state quelle di Palermo con 3.506.237 euro, Reggio Calabria con 8.749.125 e Catanzaro con 4.983.260.
Il disciplinare - Sul versante ovviamente delicato e controverso della responsabilità disciplinare dei magistrati, era stata peraltro la stessa Relazione del ministero a sottolineare come “neppure dall’attento monitoraggio avviato all’Ispettorato generale sulle ordinanze di accoglimento delle domande di riparazione per ingiusta detenzione, ampiamente citato nella presente Relazione, è emersa alcuna correlazione tra i citati provvedimenti e gli illeciti disciplinari dei magistrati”. Così, nel periodo 2017-2025, i procedimenti disciplinari avviati sono stati 88, dei quali l’88,6% si è concluso con esito positivo (assoluzione e non doversi procedere), mentre l’esito negativo ha riguardato il restante 11,4% dei casi (con misure di censura, ammonimento e trasferimento).









