di Alberto Gentili
Il Messaggero, 21 giugno 2019
Giulia Bongiorno, incaricata da Matteo Salvini di lavorare alla riforma della giustizia e del Csm, non si sbottona. Nel pomeriggio ha riunito gli esperti della Lega per studiare le proposte illustrate dal Guardasigilli Alfonso Bonafede nel vertice notturno di mercoledì.
E al termine ha diffuso un comunicato a luci e ombre: "L'altra notte l'incontro è stato utile e interlocutorio. Quando si tratta di materie delicate e tecniche, prima di parlare e decidere bisogna leggere bene i testi. Di certo, tra i punti positivi, la disponibilità a introdurre norme che garantiscano tempi certi e rapidi per i processi penali e che prevedano sanzioni in caso di inerzie. E la volontà di riformare il Csm liberandolo da logiche spartitorie. Sugli altri temi - incluse la separazione delle carriere e le intercettazioni - il confronto continua".
Della serie: non è finita qui. Parole che rivelano punti di contatto, ma anche distanze. Con una premessa fatta filtrare dalla Lega: "Di Maio e Bonafede hanno garantito che rispetteranno il patto, dunque lo stop alla prescrizione non entrerà in vigore il primo gennaio se non sarà stata realizzata la riforma del processo penale".
Chiarita la regola d'ingaggio, tra i punti che a sorpresa avvicinano la Lega ai 5Stelle c'è la disponibilità di Bonafede a "dimezzare i tempi dei processi", introducendo timing stringenti e sanzioni di disciplinari per i giudici ritardatari. E questo piace a Matteo Salvini e alla Bongiorno che pretendono "tempi certi e perentori". Altro aspetto gradito al Carroccio è la disponibilità del ministro 5Stelle a introdurre "un muro invalicabile tra magistratura e politica", stabilendo il divieto "per i magistrati che scendono in politica di tornare a fare i magistrati". Commento di Salvini: "Con il Guardasigilli ci sono punti di assoluta comunanza, è giusto che un magistrato che fa politica smetta per sempre di fare il magistrato".
Il governo non appare lontano dall'intesa, anche se la trattativa è solo all'inizio, pure sulla riforma del Csm. Piace alla Bongiorno l'idea di introdurre "criteri oggettivi e meritocratici" per l'avanzamento in carriera dei giudici.
Ed è gradita la proposta dei "collegi territoriali ristretti" per "togliere potere alle correnti", come non è lontano l'accordo sul sistema di elezione dei componenti del Csm attraverso un "sorteggio mediato": i giudici eleggono una rosa di loro rappresentanti e da questa vengono estratti i nomi di chi entrerà a palazzo dei Marescialli. C'è però un ma: la Lega vuole la separazione delle carriere tra pm e giudici e quindi sarebbe pronta a lavorare a una legge costituzionale che dividesse in due il Csm tra magistratura inquirente e magistratura giudicante. "Da capire cosa vogliono fare i grillini".
Tutto diverso il discorso che riguarda le intercettazioni. Bonafede intende far viaggiare il dossier separato dalla riforma della giustizia: oggi riunirà un tavolo con giornalisti e avvocati a via Arenula. E mostra un approccio diverso da quello di Salvini. Per il Guardasigilli va pubblicato "tutto ciò che ha rilevanza pubblica", Salvini invece ritiene vada vietata la diffusione degli ascolti che "non hanno rilevanza penale".
Per dirla con la Bongiorno: "Il gossip è inaccettabile". Ma c'è di più. C'è che la Lega ha messo sotto osservazione il sistema trojan, il virus grazie al quale i telefoni cellulari diventano strumenti di intercettazione ambientale (Palamara e Lotti ne sanno qualcosa...). Così, se per Bonafede "non bisogna arretrare di un millimetro sull'uso il trojan: ci ha dato nuovi mezzi per combattere la corruzione", per il Carroccio questo strumento "va analizzato e studiato bene, bisogna capire se non nasconde abusi".










