di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 15 dicembre 2022
“Bisogna iniziare a dare attuazione alle parole del ministro della Giustizia Nordio sulle intercettazioni”. Con queste parole ieri la presidente della Commissione Giustizia del Senato, la leghista Giulia Bongiorno ha esordito durante l’Ufficio di presidenza con i rappresentanti dei gruppi parlamentari. Così è stato deciso di partire con un atto concreto: la prossima settimana, su proposta di Bongiorno, la Commissione Giustizia di Palazzo Madama inizierà un’indagine conoscitiva proprio sulle intercettazioni. Solo pochi giorni fa, infatti, il Guardasigilli Carlo Nordio nelle sue linee programmatiche ha annunciato una “profonda revisione” delle intercettazioni e della loro pubblicazione “usata come strumento di delegittimazione personale e politica”: “Una porcheria che combatterò a costo delle dimissioni” aveva concluso il ministro della Giustizia. Non ci sono però atti legislativi che arriveranno a breve: l’agenda del Parlamento è intasata tra legge di Bilancio e decreti da convertire entro fine anno. Inoltre a inizio 2023 Nordio dedicherà il suo lavoro sulla modifica dell’abuso d’ufficio e del traffico di influenze come chiestogli dai sindaci. Ma la commissione Giustizia del Senato si vuole portare avanti: l’indagine conoscitiva servirà per fornire al Guardasigilli una relazione dettagliata su quante intercettazioni vengono fatte ogni anni, a quale costo e soprattutto su come siano state utilizzate durante le inchieste. Durante l’indagine conoscitiva, inoltre, non saranno solo ascoltati gli addetti ai lavori (magistrati, avvocati, professori di diritto) ma i componenti della commissione svolgeranno anche delle ispezioni nei tribunali e negli uffici giudiziari dove materialmente vengono ascoltate e archiviate le intercettazioni.
La proposta è passata all’unanimità col voto di tutti i partiti. Che però hanno obiettivi diversi. In particolare, il capogruppo di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha colto l’occasione per chiedere di approfondire l’uso del trojan che, ha sostenuto, “è uno strumento molto invasivo della privacy e molto delicato e che ha registrato molte problematiche note”. Zanettin ha anche proposto di visitare i luoghi dove si trovano i server per conservare le intercettazioni. Il capogruppo del M5S, l’ex procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, invece ha proposto di approfondire il tema delle intercettazioni preventive svolte dai Servizi segreti, Fratelli d’Italia di farlo sugli ascolti telematici mentre il dem Alfredo Bazoli ha chiesto di occuparsi della pubblicazione e divulgazione delle intercettazioni sui mezzi di informazione. Entro martedì, comunque, i partiti dovranno presentare a Bongiorno le loro proposte formali e da lì sarà stabilito un calendario dei lavori. La leghista ha cambiato idea rispetto a dieci anni fa quando, da presidente della commissione Giustizia di Futuro e Libertà (il movimento politico di Gianfranco Fini), si opponeva alla legge voluta dall’allora ministro della Giustizia Angelino Alfano per stoppare la pubblicazione (“Berlusconi è accecato dall’odio anti-pm”) e si dimise da relatrice del disegno di legge protestando contro il governo: “Con questa norma non si saprà più niente, sono solo leggi che interessano a Berlusconi”, diceva allora Bongiorno. Proposta mai diventata legge per la caduta anticipata del governo.










