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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 17 dicembre 2022

La senatrice Ilaria Cucchi e il senatore Giuseppe De Cristofaro di Sinistra Italiana Verdi hanno presentato una interrogazione al ministro della Giustizia Nordio. Lo rende noto Giulio Petrilli, portavoce del “Comitato per il risarcimento per ingiusta detenzione a tutti gli assolti”. “Il tema - spiega Petrilli - è appunto relativo ai mancati risarcimenti per ingiusta detenzione. Entrambi sviluppano una riflessione importante sul tema. Oltre alla mia vicenda personale, prestano attenzione alle persone invisibili che seppur assolte non hanno avuto nessun risarcimento. Al di là di come finirà questa battaglia, è motivo di soddisfazione politica e umana il fatto che Ilaria Cucchi e Giuseppe De Cristofaro abbiano presentato questa interrogazione. Danno a me e tanti altri, tanta forza per andare avanti”.

Come si legge nell’interrogazione parlamentare, la norma sull’ingiusta detenzione risponde ad un dovere di giustizia e umanità che lo Stato deve assumere, anche in conformità con i principi costituzionali con particolare riferimento a quelli espressi attraverso l’art. 24 della Costituzione. Si osserva che la procedura presenta molteplici criticità, fra tutte il numero eccessivamente elevato di richieste respinte rispetto a quelle ritualmente presentate, anche a causa dell’ampio margine di discrezionalità che il comma 1 dell’articolo 314 c. p. p. riconosce al Giudicante; occorre tutelare le prerogative dei magistrati incaricati presso le corti d’Appello, a cui è affidata la competenza e la responsabilità di valutare le istanze. Occorre altresì riconoscere e tutelare il diritto al risarcimento di migliaia di individui che hanno patito disagi e sofferenze a causa dell’ingiusta detenzione. “Da ultimo - sottolinea l’interrogazione -. particolarmente significativo risulta essere il caso dell’aquilano Giulio Petrilli, arrestato il 23 dicembre del 1980, a 21 anni, con l’accusa di partecipazione a banda armata per un presunto coinvolgimento nell’organizzazione terroristica Prima Linea; detenuto per 5 anni e 8 mesi, nel regime speciale riservato ai terroristi, è stato poi assolto dai giudici della Corte d’Appello e tale proscioglimento è divenuto definitivo in Cassazione nel 1989; ciononostante, la sua richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione è stata sempre negata proprio in base al primo comma dell’articolo 314 del Codice di procedura penale poiché avrebbe avuto frequentazioni “poco raccomandabili” e quindi adottato una condotta in qualche modo definibile “colposa”“.

Per questo, la senatrice Cucchi e il senatorie De Cristofaro, chiedono al guardasigilli “se non ritenga opportuno intervenire per avviare le interlocuzioni necessarie alla modifica della norma contenuta nell’art. 314 del codice di procedura penale, introducendo una formulazione che consenta l’effettivo risarcimento di tutti coloro che hanno subito un’ingiusta detenzione, limitando al contempo la discrezionalità del Giudicante nella valutazione della condotta tenuta dal detenuto; quali altre azioni intenda adottare per rendere il procedimento di risarcimento per ingiusta detenzione celere ed efficace, nel rispetto delle prerogative costituzionali nazionali e internazionali”.