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di Giovanna Vitale

La Repubblica, 15 agosto 2022

La storica esponente radicale in campo con +Europa. “Ddl Zan e Ius scholae divisivi? Penso che la società sia più avanti dei partiti e su questi temi se non si procede si torna indietro. Spero che Renzi e Calenda non vadano in soccorso della destra ma dopo le ultime vicende mi aspetto di tutto”.

Senatrice Bonino, il programma del Pd punta molto sui diritti. Pensa sia la scelta giusta per recuperare voti dall’astensione e dal centro?

“I diritti sono un punto politico decisivo, dagli Stati Uniti all’Europa. Negli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema alcuni Stati trumpiani vietano l’aborto, in Ungheria e Polonia per le donne e le persone Lgbtiq+ la vita si fa sempre più difficile. Per una liberale radicale come me la difesa della società aperta è una priorità, sui temi economici come sui diritti civili. E sono molto contenta che nel nostro campo sia stata avanzata la candidatura di Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro. La scelta è chiara: da questa parte i diritti e il progresso, dall’altra chi guarda a Orban e strizza l’occhio a Putin”.

Alcuni temi, dall’uso terapeutico della cannabis allo Ius scholae, sono divisivi. Il Parlamento li ha fermati, ma secondo lei l’Italia è pronta?

“Penso che la società sia più avanti dei partiti. Sui diritti, come sempre, la destra di Meloni e Salvini è reazionaria, altro che “moderati”. Faccio notare che in Germania la coalizione tra liberali, verdi e socialdemocratici si appresta a legalizzare la cannabis, e che la Cdu della Merkel aveva cominciato a discutere del tema. Sui diritti non si può rimanere fermi, se non si va avanti si torna indietro”.

Non si rischia di impaurire gli elettori e spingerli verso i sovranisti che urlano contro la droga libera e la cittadinanza facile agli immigrati?

“Come dicevo, gli elettori sono più maturi, anche quelli di destra. Chi mi conosce sa che da qualche decennio mi batto per i diritti, ma ciò non mi ha impedito di ricoprire cariche istituzionali, da commissaria europea a ministro; questo per dire che si può lottare per più cose insieme, buon governo e diritti. E voglio ricordare ai più giovani che pure le Meloni e i Salvini di un tempo erano contro il divorzio, l’aborto e i diritti degli omosessuali. La storia ha dato torto a quei politici, darà torto anche a quelli di oggi: dobbiamo impedire che facciano guai come i loro amici in Polonia e in Ungheria”.

Sui migranti la destra gioca a soffiare sulle paure per nascondere la sua natura xenofoba?

“Mi pare assurdo. Abbiamo un crollo demografico, in molti settori non ci sono lavoratori e le politiche per una crescita della natalità non hanno effetti immediati: come si fa a non capire che dobbiamo legare all’Italia i ragazzi che studiano nelle nostre scuole e che sono figli di stranieri? Lo Ius scholae non è un regalo agli stranieri, ma un investimento sul futuro del nostro Paese”.

Si parla pure di matrimonio egualitario. Non sarà troppo per un paese cattolico come l’Italia?

“La Spagna è un paese cattolico ed ha introdotto il matrimonio omosessuale molti anni fa. Noi di +Europa lo chiediamo da tempo e credo che la maggioranza degli italiani, in particolare i giovani, siano con noi. In più, nel nostro programma chiediamo anche pari diritti per le famiglie arcobaleno e adozioni per le coppie Lgbtiq+. Su questo vorrei omaggiare la memoria di Piero Angela che, intervenendo su Rai 3 tempo fa, poneva garbatamente l’evidenza scientifica sulla omosessualità, dicendo che non è contro natura, ma anzi queste coppie fanno esattamente lo stesso percorso di quelle eterosessuali. Perché, quindi, non riconoscere loro gli stessi diritti?”.

Altro capitolo: il fine vita, sempre osteggiato dalla destra. Un governo Meloni l’approverà mai?

“Temo proprio di no, dopo anni e anni di propaganda non avranno margini. Mi ricordo la vicenda di Eluana Englaro: da una parte un uomo mite e coraggioso, il padre, Beppino; dall’altra, una schiera di politici di destra esagitati, pronti cinicamente a dire che la stavano ammazzando. È stato grave anche per questo che la legislatura sia finita anzitempo. Faccio notare inoltre che la folle legge sugli stupefacenti causa disastri su ogni fronte, ingolfa i tribunali, riempie le carceri di tossicodipendenti ed è la principale causa del sovraffollamento. Una riforma antiproibizionista come quella che proponiamo è un passo non più rinviabile nel cammino verso quella giustizia giusta per cui ci battiamo da sempre”.

Giovedì Azione e Iv presentano il loro programma: si aspetta che prendano posizione sui diritti?

“Spero di sì, nel patto con il Pd sottoscritto da Letta, Calenda e Della Vedova i diritti c’erano come elemento importante e comune. Chi si richiama ai valori liberali non può non avere in agenda i diritti. Ma la presenza di molti esponenti del centrodestra cattolico nelle loro liste temo li renderà molto timidi su questo fronte”.

Ha capito qual è il disegno del Terzo polo? Favorire la destra?

“È un dato di fatto che nei collegi uninominali che rappresentano oltre un terzo degli eletti il Terzo polo avvantaggerà Meloni e Salvini. I due leader sono entrambi stati eletti nel Pd e credo che i loro elettori non voterebbero un candidato di destra, ma per effetto della legge elettorale finiranno per favorirne l’elezione”.

Se Meloni & Co. non riuscissero ad ottenere la maggioranza assoluta, crede che Renzi e Calenda andranno in soccorso?

“Spero di no, ma dopo le ultime vicende mi aspetto di tutto”.