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di Patrizia Maciocchi

Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2026

Sinergia tra “Recidiva Zero” e “Limen, un futuro oltre la pena”. Al salone della Giustizia il presidente dell’Anm Tango lancia l’allarme sovraffollamento nei minorili. Formazione professionale per l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro. È l’obiettivo dell’accordo siglato dal Cnel e dalla Fondazione Cariplo per l’inclusione delle persone private della libertà personale. Con il protocollo d’intesa firmato oggiù, martedì 27 ottobre, dai rispettivi presidenti Renato Brunetta e Giovanni Azzone, Fondazione Cariplo si aggiunge alla rete dei partner territoriali che concorrono allo sviluppo del Rapporto annuale “Recidiva Zero”, rafforzando il legame tra ricerca, conoscenza delle realtà locali e percorsi di reinserimento.

Studio, formazione e lavoro fuori dal carcere - L’intesa mette in sinergia due programmi: “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, che il Cnel dedica al reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, e “Limen - Un futuro oltre la pena”, la “sfida di mandato” di Fondazione Cariplo finalizzata a migliorare le condizioni di vita delle persone in esecuzione penale e a sostenere percorsi di reinserimento in uscita dal carcere.

“Oggi in Italia la recidiva supera il 70%. Un dato allarmante che ci dice quanto sia necessario investire in studio, formazione e lavoro, dentro e fuori dal carcere. Perché il lavoro è valore sociale, fattore di emancipazione, giustizia e benessere per tutti”, ha commentato Brunetta, precisando che “l’accordo con Fondazione Cariplo e la sinergia con Limen rafforzano questo grande progetto di inclusione sociale, che vede insieme istituzioni, imprese, parti sociali, Terzo settore e fondazioni”, valorizzando anche il ruolo delle fondazioni e dei corpi intermedi, la loro capacità di mobilitare risorse, competenze ed energie dei territori.

Accedi e personalizza la tua esperienza - Azzone ha precisato che l’accordo con il Cnel intende “mettere in comune conoscenze, competenze ed esperienze per costruire percorsi più efficaci e duraturi, capaci di accompagnare le persone oltre la pena e favorirne un concreto reinserimento nella comunità”. Le parti condivideranno dati, analisi e risultati di ricerche sul lavoro penitenziario, sulla formazione professionale e sull’inserimento lavorativo di detenuti, persone in misura alternativa ed ex detenuti. È prevista, inoltre, la collaborazione su interventi di formazione e lavoro in carcere, educazione finanziaria, cultura d’impresa e inclusione finanziaria, rivolti a chi sta scontando la parte finale della pena, a chi è in esecuzione penale esterna e agli ex detenuti.

Sovraffollamento minorili, l’allarme dell’Anm - Di emergenza carceri drammatica ha parlato il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Tango a margine del salone della Giustizia. “Si parla di un sovraffollamento che è ormai inaccettabile, di un altissimo tasso di suicidi che è già stato stigmatizzato da parte dell’Europa”, ha continuato. “Un trattamento rieducativo che funziona dentro le carceri permette all’ex detenuto, una volta ricollocato in società, di non essere nuovamente portato, così come oggi accade nel 60-70% dei casi, a una nuova recidiva”.

Tango ha poi messo l’accento sul sovraffollamento delle carceri minorili. “Per la prima volta, ed è un inedito, anche le carceri minorili soffrono il problema del sovraffollamento. Non era mai accaduto in passato. Questo purtroppo comporta anche una maggiore difficoltà, se non un’impossibilità, di un programma rieducativo efficace, come invece indica la nostra Costituzione, nei confronti del detenuto, a maggior ragione se minorenne. Quando questo non riesce noi tutti ci dobbiamo interrogare sui motivi, perché è la società tutta che fallisce”.

Liberazione anticipata e rieducazione Nel suo intervento alla 17esima edizione del Salone della Giustizia, il numero uno dell’Associazione nazionale magistrati ha espresso anche il suo sostegno alla proposta di un percorso di liberazione anticipata per i detenuti accompagnato da programmi di rieducazione e reinserimento sociale.

“L’optimum sarebbe ovviamente quello di entrare nelle carceri e avere un trattamento rieducativo adeguato, ma siccome questo a oggi è impossibile, guardando soltanto in ottica emergenziale, la via dell’indulto responsabile può offrire una risposta. In poche parole - ha spiegato Tango - consiste sì in una liberazione anticipata ma, intanto, solo per alcuni reati, e con un programma che permette di accompagnare il detenuto, anche grazie al sostegno di enti, istituzioni, imprenditori, per fare un trattamento personalizzato di rieducazione innanzitutto dentro al carcere. E poi è previsto anche un programma di accompagnamento post carcerario”. L’obiettivo è favorire il reinserimento e prevenire la recidiva, a partire dal lavoro “e quindi di evitare che questi soggetti, una volta ricollocati in società, possano tornare a delinquere”, ha aggiunto Tango. “Su questo l’Anm già si è espressa favorevolmente, così come tanti altri illustri soggetti”.