di Floriana Rullo
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026
Roberto Fernicola, 39 anni, operaio di San Damiano d’Asti, ha di fatto vinto la sua battaglia contro la stretta sulla guida sotto l’effetto di droga, fortemente voluta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. “Ero stato punito per un reato che non avevo, di fatto, commesso. Ora la Corte Costituzionale mi ha dato ragione. La legge era formulata male. Alla fine mi sono trovato ad essere giudicato come chi aveva consumato da poco droga e si metteva alla guida in stato di alterazione. Ma io, in quel momento ero a posto. Avevo fumato cannabis 48 prima del test, per questo in ospedale è risultato. Ma i medici hanno attestato fossi lucido e non alterato”.
Roberto Fernicola, 39 anni, operaio di San Damiano d’Asti, ha di fatto vinto la sua battaglia contro a la stretta sulla guida sotto l’effetto di droga, fortemente voluta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La Corte Costituzionale ha sancito che la patente possa essere ritirata solo se il conducente crea un pericolo e non solo se risulta positivo ai test.
Che cosa era successo?
“Ho avuto in incidente mentre tornavo da lavoro. Era il 24 febbraio scorso. Ero in moto. Una macchina mi ha tamponato e mi ha provocato diverse fratture. Per questo sono stato ricoverato in ospedale. Così risulto positivo ai cannabinoidi. L’inizio di un incubo. Perfino l’Inail non voleva pagare il mio infortunio”.
Ma lei aveva fumato?
“Sì, non l’ho mai negato. Ma l’avevo fatto quasi 48 ore prima di mettermi alla guida. Ma non è servito dirlo. Dopo gli esami di sangue e urine la Procura mi ha sequestrato la patente, seguendo le norme del decreto Salvini per cui non era più necessario essere anche “in stato di alterazione”. Ma io ero più che lucido. Ho chiamato ambulanza e mia moglie quella sera. Mi sono fatto addirittura scrivere dal medico che non ero in stato di alterazione”.
Poi però ha fatto ricorso...
“Il mio avvocato è ricorso al giudice di Pace e ho vinto. In attesa del processo che doveva essere a marzo, aveva sospeso il decreto di sei mesi e ridato la patente. Per un mese non ho potuto guidare, esattamente fino a giugno. Lì sono diventato il primo in Piemonte (il secondo in Italia) a cui era stata restituita la patente da un giudice nonostante il nuovo codice della strada non lo permettesse”.
Che cosa ha pensato di quanto accaduto?
“Sono stati mesi in cui non ho vissuto. Ma sono il primo a condannare chi si mette alla guida dopo aver bevuto o fumato perché è pericoloso. In questo caso dò ragione a Salvini. Ma non dopo due giorni. In altri stati l’uso della cannabis è legale”.
Ora la Corte Costituzionale le dà ragione...
“Era ora. Sono stati mesi difficili dove tutti mi giudicavano. La mia vita era cambiata. Ora spero che anche il processo venga annullato. Spero Salvini capisca e modifichi quanto ha richiesto. Invece io finalmente posso tornare a vivere”.










