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di Virginia Piccolillo


Corriere della Sera, 26 gennaio 2020

 

No al piano Bonafede per sveltire i processi. Prescrizione, protesta dei penalisti. "Brutale. Irricevibile. Demagogica": all'incontro di mercoledì prossimo con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, l'associazione nazionale magistrati si presenterà agguerrita.

Perché nella riunione del comitato direttivo centrale convocato ieri, si è messo a punto il parere sulla riforma Bonafede e sono state espresse critiche pesanti. Soprattutto nella parte in cui prevede tempi predeterminati per la durata dei procedimenti, tra i 4 e i 5 anni, e sanzioni ai magistrati che non li rispettano.

Lo hanno detto chiaramente il presidente, Luca Poniz, e il segretario, Giuliano Caputo, auspicando di avere un testo in occasione dell'incontro ("leggiamo anticipazioni ma nessuno ce lo ha sottoposto") e di poterlo analizzare. Ma se la lettura non smentirà quelle anticipazioni la risposta sarà un "no" netto. Quella delle sanzioni ai magistrati è "una valutazione demagogica che dà l'idea di una predeterminazione dei tempi, come se il mancato rispetto dipendesse dai magistrati, una sorta di negligenza staccata da valutazioni fattuali", spiega Poniz.

E Caputo rincara: "C'è una sorta di messa in mora, del tutto sganciata dalla realtà, che mette a rischio anche la tutela dei diritti. La durata dei processi dipende infatti pure dallo scrupolo dell'accertamento dei fatti".

E Poniz subito dopo aggiunge: "Ci sono meccanismi che ci vedono favorevoli e che noi stessi avevamo offerto come possibili contributi ma il brutale contingentamento non può esser fatto digerire come contropartita alla riforma della prescrizione". La linea è tracciata: "Mercoledì parleremo di tutto questo.

E diremo che noi magistrati rifiutiamo l'idea che se contestiamo una parte della riforma e siamo favorevoli a un'altra siamo tirati per la giacchetta, come chi sta dentro o fuori quella parte politica", chiarisce Poniz, alludendo alla riforma della prescrizione. L'Anm l'aveva accolta con favore. E aveva anche respinto l'ipotesi di incostituzionalità del cosiddetto "lodo Conte", che ammorbidirebbe la nuova norma, prevedendo l'interruzione dei termini solo peri condannati in primo grado e non anche per gli assolti.

"Siamo su questa posizione da sempre - ha ricordato Poniz - a prescindere da questo o quel "lodo"". Ma ha giudicato irricevibile l'idea che visto che la prescrizione non ci sarà più, "un imputato resterà imputato a vita. Come se un magistrato decidesse il destino di una persona in base al meccanismo del calcolo della prescrizione".

Contro la riforma della prescrizione protestano invece i penalisti, che il 28 gennaio torneranno ad astenersi dalle udienze e manifesteranno davanti alla Camera con una nuova maratona oratoria. Il presidente dell'Unione camere penali, Giandomenico Caiazza, rimarca: "Prendiamo atto che l'Anm improvvisamente giudica le proposte Bonafede "brutali e irricevibili" non appena esse prevedono sanzioni disciplinari per i magistrati che non rispettino tempi predeterminati di durata dei processi.

Ci sarebbe piaciuto giudicasse altrettanto "brutale e irricevibile" l'abrogazione della prescrizione prima ancora della riduzione dei tempi del processo in spregio del principio costituzionale del diritto della ragionevole durata. Evidentemente per Anm la difesa della corporazione vale molto di più della difesa dei diritti fondamentali dell'imputato".